L’arrivo dell’uomo su Marte potrebbe essere preceduto da quello di robot umanoidi in grado di “ricreare un habitat adatto”
L’arrivo dell’uomo su Marte, che la Nasa pianifica per il 2030, potrebbe essere preceduto dall’invio di robot ‘architetti’ capaci di ricostruire un habitat adatto alla sopravvivenza di una colonia umana. Ad affermarlo e’ l’amministratore capo della Nasa Charles Bolden, ospite al Politecnico di Milano. ”Su Marte ci andremo per restare – afferma Bolden – ma sono molte le sfide che dovremo superare per raggiungere questo obiettivo”. La prima riguarda le radiazioni che impedirebbero la sopravvivenza dell’uomo per un periodo di tempo cosi’ lungo. ”Dobbiamo mettere a punto nuove tute per gli astronauti e pensare a come strutturare una protezione particolare”. Per questo, l’arrivo dell’uomo su Marte potrebbe essere preceduto da quello di robot umanoidi in grado di ”ricreare un habitat adatto”. Per la sua prima missione umana su Marte, la Nasa punta tutto sulla capsula Orion, che lo scorso dicembre ha superato il suo primo test di volo. Ripercorrendo le fasi del progetto, Bolden ha sottolineato l’importante contributo dell’Europa, dal momento che il modulo pressurizzato destinato ad accogliere gli astronauti a bordo di Orion deriva dalla navetta automatica Atv dell’Agenzia spaziale europea (Esa).
