“La situazione è molto delicata. Non possiamo fare atterrare un elicottero per la cattiva visibilità e la gente non può scendere con i propri mezzi perché la strada principale è ormai impraticabile”
Le autorità malesi hanno corretto al ribasso – da 200 a 160 – il numero delle persone rimaste intrappolate sul monte Kinabalu, a seguito del sisma di magnitudo 6 che ha fatto tremare una parte dell’isola del Borneo.
Il ministro del Turismo dello Stato di Sabah, Masidi Manjun, che comprende il monte, ha precisato che le decine di alpinisti ed escursionisti sono bloccati subito al di sotto della pittoresca cima del Kinabalu a causa della caduta di pietre e massi.
“La situazione è molto delicata. Non possiamo fare atterrare un elicottero per la cattiva visibilità e la gente non può scendere con i propri mezzi perché la strada principale è ormai impraticabile”, ha spiegato Masidi. Le operazioni di recupero dei molti turisti che si recano a passeggiare e a scalare il monte, fra cui diversi stranieri, sono comunque in corso. I soccorritori stanno tentando di portare dei viveri e coperte agli alpinisti che rischiano di passare una notte fredda e umida.
Secondo dei media locali, almeno quatro alpinisti sono feriti, alcuni alla testa. Tutte le attività di alpinismo sono state sospese fino a nuovo ordine. La scossa è stata tale da provocare il distaccamento di una delle due “Orecchie d’Asino”, le belle formazioni rocciose che caratterizzano il monte Kinabalu, che con i suoi 4.095 metri è fra i più alti del Sud Est asiatico. Per il resto non sono stati segnalati altri danni di rilievo.
