“La medicina moderna è troppo focalizzata sulla malattia, non sullo stare sani”
E’ un ‘grande fratello biologico’ quello immaginato da Leroy Hood dell’Institute for System Biology di Seattle. Il suo ‘100Kwellness project’ mira a monitorare per 25 anni piu’ di 250 fra proteine e altre sostanze di 100mila volontari, catalogare i loro batteri intestinali e l’attivita’ fisica. Lo scopo, spiega la rivista Ieee Spectrum, e’ monitorare la transizione dalla salute alla malattia. La prima fase del progetto, su 105 soggetti che hanno inviato campioni di sangue e altri fluidi biologici, si e’ appena conclusa, e ora i ricercatori stanno cercando i fondi per espandere la coorte a mille persone. “Questo monitoraggio intensivo puo’ rivelare i primi ‘messaggeri’ di malattie come il cancro o i problemi cardiaci – spiega Hood -. La medicina moderna e’ troppo focalizzata sulla malattia, non sullo stare sani. I dottori trattano i sintomi invece di prevenirli, ma cosa succederebbe sei medici potessero controllare migliaia di piccoli cambiamenti nel corpo dei pazienti e fossero in grado di dare un senso ai dati? Si potrebbero allontanare le malattie?”. Una volta raccolti i dati verranno analizzati dai supercomputer dell’istituto, per cercare andamenti e correlazioni nella grande massa di numeri generata dal progetto. Tutti i partecipanti ricevono sin dalle prime analisi alcune indicazioni di salute, come mangiare meno tonno per chi ha alti valori di mercurio nel sangue. Una volta arrivati a 100mila partecipanti, spiega Hood, sara’ possibile confrontare chi segue le indicazioni e chi no, per capire se gli interventi sono realmente efficaci. “Monitorando i parametri sara’ possibile fare diagnosi piu’ intelligenti – sottolinea – ma anche il piu’ avanxato dei sequenziatori genetici non garantisce che poi le persone facciano le scelte giuste”.
