La morte di Jules Bianchi ha colpito duramente il mondo della Formula1 e delle corse in generale, tanto che la dinamica del suo incidente ha predisposto la F1 a cambiare il regolamento e a fermare prima le corse in regimi di bandiere gialle
Il mondo della Formula1 piange la scomparsa di Jules Bianchi, deceduto nella notte al Centro ospedaliero universitario di Nizza dov’era ricoverato. Bianchi era in coma dopo un grave incidente che lo aveva coinvolto al Gran Premio del Giappone dell’ultimo anno. La famiglia del francese ha annunciato la notizia tramite i profili Twitter e Facebook del pilota, scrivendo: “Con estrema tristezza i genitori di Jules Bianchi, Philippe e Christine, suo fratello Tom e sua sorella Melanie, annunciano che Jules è spirato la scorsa notte al CHU di Nizza, a seguito dell’incidente del 5 ottobre 2014 al circuito di Suzuka durante il gran premio di Formula1“. “Jules – continua la nota su Facebook della famiglia – ha combattuto fino alla fine, come ha sempre fatto, ma la sua battaglia è giunta al termine. Il dolore che proviamo è immenso e indescrivibile. Vogliamo ringraziare lo staff medico del CHU di Nizza che si è preso cura di lui con amore. Vogliamo ringraziare anche lo staff del centro medico generale della prefettura di Mie in Giappone che ha soccorso Jules immediatamente dopo l’incidente, così come gli altri dottori che sono stati coinvolti nella sua cura negli ultimi mesi“, conclude la nota. Il pilota è morto per le ferite alla testa riportate nell’incidente. La notizia è stata postata sull’account Twitter ufficiale di Bianchi all’alba di oggi e quindi confermata dal team Manor, che ha twittato: “Siamo devastati dalla perdita di Jules dopo una dura battaglia. È stato un privilegio per noi averlo nel nostro team“.

