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Allerta Meteo: la grande afa di questi giorni rischia di diventare detonatore per fenomeni di maltempo
Il clima molto caldo e umido di questi giorni potrebbe produrre situazioni di fortissima instabilità atmosferica, cresce il rischio di fenomeni violenti: è già allerta meteo per fine mese o per agosto
L’insistenza del promontorio anticiclonico dinamico di matrice sub-tropicale africana sul bacino centrale del mar Mediterraneo, caratterizzato da una circolazione alquanto “lasca” nel medio-basso livello, con un rimescolamento di aria del tutto inesistente nei bassi strati, sta favorendo l’accumulo di uno spesso velo di aria molto calda e impregnata di umidità.
Questo mix fra aria calda e umidità davvero elevata sta determinando un intenso effetto “afa”, soprattutto sulle nostre regioni centro-settentrionali, che sta acuendo il disagio fisico indotto dagli elevatissimi valori di “heat index” rilevati dal nostro organismo. Ma questo clima caldo ed eccessivamente umido nei bassi strati, nella mattinata di ieri ha anche favorito lo sviluppo di insoliti banchi di nebbia sul bolognese, con temperature di oltre +26°C +27°C. Si tratta di un evento alquanto insolito che mette in evidenza come questa massa di aria molto calda, di vecchia origine sub-tropicale continentale, si sia sensibilmente umidificata al passaggio sopra la calda superficie dei mari che circondano l’Italia.
A ciò si aggiunge pure l’azione delle estese “Subsidenze atmosferiche” (lenti moti discendenti che schiacciano l’aria verso i bassi strati), caratteristiche del regime anticiclonico dinamico sub-tropicale, e la scarsa ventilazione nei bassi strati che continuano a far ristagnare l’umidità in prossimità del suolo, mantenendo il velo caldo e umido nei bassi strati. Tutto questo calore accumulato nei bassi strati rappresenta un enorme serbatoio di “energia potenziale” che da un momento all’altro, secondo il principio di conservazione dell’energia, potrebbe tramutare in “energia cinetica”, libera di sfogarsi, attraverso lo scoppio di violenti moti convettivi (forti correnti ascensionali) e fenomeni temporaleschi particolarmente forti.
Difatti, queste temperature così elevate (punte di oltre +37°C +38°C all’ombra sulla pianura emiliana), associandosi a tassi di umidità relativa particolarmente elevati e valori di “heat index”veramente estremi, potranno causare situazioni di fortissima instabilità (eventi di convenzione profonda) durante il transito di un cavo d’onda o di un eventuale fronte freddo che scavalcando le Alpi si troverà a scorrere sopra questo immenso serbatoio di aria molto calda e carica di umidità. In queste condizioni il CAPE (ossia l’indice che misura le potenzialità che ha l’atmosfera per generare moti convettivi e quindi fenomeni temporaleschi) si può spingere su valori elevatissimi, arrivando addirittura a sfondare la fatidica soglia dei 5000-6000 J/kg.
Tanto per fare un esempio basti pensare che lo scorso 8 Luglio 2015, mentre la riviera del Brenta veniva devastato da un micidiale tornado “mesociclonico” “EF-4” della scala Fujita, il CAPE sulla pianura Veneta orientale aveva superato il muro dei 6000 J/kg. Nei prossimi giorni, non appena il flusso perturbato principale si comincia ulteriormente ad abbassare di latitudine fino alla regione alpina, favorendo una diminuzione del geopotenziale e della pressione barometrica sulle regioni settentrionali, non è escluso che simili situazioni di fortissima instabilità possano ripetersi sulle pianure del nord.
In tal caso gli elevatissimi valori di CAPE potranno agevolare la formazione di fenomeni temporaleschi anche violenti, caratterizzati da forti grandinate, colpi di vento, precipitazioni molto intense e potenziali fenomeni vorticosi nel caso di formazioni di linee di convergenze vento al suolo o di condizioni di forte “Wind Shear” verticale, che rappresenta l’ambiente ideale per la nascita dei “mesocicloni” (temporali a supercella).