Azopore, la spugna Made in Italy contro le emissioni di CO2

Questo nuovo materiale, frutto della ricerca italiana nel campo delle nanotecnologie, ha notevoli potenzialità per diverse applicazioni industriali

Ha l’aspetto di una comune polvere cristallina, ma al suo interno è attraversato da microscopici canali, centomila volte più sottili di un capello, che percorrono l’intero volume del materiale. Azopore – così l’hanno chiamato i suoi inventori delle Università di Bologna e di Milano-Bicocca – è in grado di assorbire selettivamente l’anidride carbonica e di rilasciarla quando viene esposto alla luce solare. Questo nuovo materiale, frutto della ricerca italiana nel campo delle nanotecnologie, ha notevoli potenzialità per diverse applicazioni industriali. Azopore è il risultato di un progetto finanziato dall’area ricerca scientifica di Fondazione Cariplo che si inserisce in una linea di ricerca congiunta tra i laboratori di nanoscienze fotochimiche e di crystal engineering dell’Università di Bologna e il laboratorio di materiali nanostrutturati porosi dell’Università di Milano-Bicocca. A progettare, realizzare e infine collaudare Azopore – riferisce un articolo pubblicato dalla rivista scientifica Nature Chemistry – un team di ricercatori del dipartimento di Chimica G. Ciamician dell’Università di Bologna, coordinato da Massimo Baroncini, Fabrizia Grepioni e Alberto Credi, e del dipartimento di scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca, coordinato da Angiolina Comotti e Piero Sozzani. E’ il primo materiale molecolare nanoporoso in grado di assorbire selettivamente l’anidride carbonica e rilasciarla alla luce del Sole. Può rivelarsi fondamentale per la lotta al riscaldamento globale o per assorbire i gas combustibili o nocivi.