I risultati dello studio portano a localizzare nel solco intra-parietale anteriore sinistro del cervello la sede del coordinamento
Una coppia di ballerini di tango deve raggiungere una sincronia perfetta dei movimenti, al fine di non pestarsi i piedi durante la performance. Cio’ implica non solo la capacita’ di reagire ai passi del compagno, ma anche di prevederli sulla base di indizi appena percettibili. Tuttavia, non sappiamo ancora con precisione quali siano i processi cognitivi e le basi neurali che ci permettono di agire in modo coordinato con altri. A questo interrogativo ha trovato risposta un gruppo di ricercatori della Sapienza e della Fondazione Santa Lucia di Roma (Lucia Maria Sacheli, Matteo Candidi e Vanessa Era), coordinati da Salvatore Maria Aglioti. I risultati dello studio, appena pubblicato sulla rivista Nature Communications, portano a localizzare nel solco intra-parietale anteriore sinistro del cervello la sede del coordinamento che ci permette d’integrare l’azione di un partner nel nostro piano motorio. Nel corso dello studio i ricercatori hanno chiesto ad alcuni volontari sani di coordinarsi con un compagno virtuale (avatar) per afferrare con la massima sincronia possibile un oggetto a forma di bottiglia, imitando il movimento del compagno, oppure eseguendo un movimento complementare.Nonostante si trattasse di un coordinamento minimale, il paradigma sperimentale ricrea la caratteristica fondamentale di ogni interazione motoria reale vale a dire il coordinamento nel tempo e nello spazio con un partner che si muove di fronte a noi. Durante l’esperimento i ricercatori hanno inibito la reattivita’ di specifiche aree cerebrali mediante una metodica di stimolazione cerebrale non invasiva (stimolazione magnetica transcranica).
