Ecco come le “Vertical Farm” salveranno le città: “è questo il futuro”

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L’architetto americano James Biber che ha progettato prototipo delle Vertical Farm le presenta all’Expo

“Le fattorie del futuro saranno verticali e urbane”: parola di James Biber, pluripremiato architetto di New York, che ha progettato il padiglione degli Stati Uniti a Expo. L’edificio propone sulla sua facciata una fattoria verticale. E’ grande quanto un campo da football. E’ una sorta di impalcatura motorizzata concepita come un vero e proprio campo organizzato verticalmente, con un sistema di irrigazione “idroponica” che permette di coltivare 42 specie vegetali tra verdure, frutta, grano, erbe.

vertical farm (1)“L’unico modo per avere alimenti sostenibili nel futuro sara’ ridurre la distanza tra produzione e distribuzione del cibo – ha spiegato Biber -. Le ‘vertical farms’, potendo essere costruite sui palazzi delle citta’, risolveranno il problema della mancanza di cibo. La distanza tra il cibo e le persone nelle aree rurali e’ piccola, mentre in citta’ e’ diverso. Anche se in alcune citta’, come New York, sta prendendo piede una nuova sensibilita’ tra i cittadini, che ad esempio riqualificano alcune aree come orti urbani”.

vertical farm (6)Biber ha provato a realizzare con alcuni studenti le prime vertical farms sperimentali: “il progetto e’ ideato per una zona popolare in cui non ci sono supermercati – ha spiegato -. Prevede la costruzione sulla facciata sud dei palazzi pannelli ‘green’ che si muovono grazie al peso della circolazione dell’acqua. Questo sistema non solo riuscirebbe a produrre cibo per soddisfare i bisogni quotidiani degli abitanti del quartiere, ma creerebbe una forte connessione tra gli abitanti e il cibo che mangiano, che sarebbe coltivato proprio da loro”.

vertical farm (1)L’idea di giardini verdi e’ gia’ diffusa, “ma finora questi ‘green panels’ hanno uno scopo decorativo, mentre la rivoluzione sara’ nel renderli fattorie produttive”. La vertical farm del padiglione statunitense, al momento, e’ solo un prototipo, ed e’ molto costoso. “Ma anche i pannelli solari all’inizio costavano tantissimo – ha sottolineato l’architetto – ma ora hanno un prezzo abbordabile. E’ una storia che accomuna tutte le grandi tecnologie”. Strutture del genere non solo sarebbero ideali in alcune zone particolarmente aride, come la California, “perche’ permettono di usare la giusta quantita’ di acqua e di elettricita’, senza alcuno spreco”, ma tollererebbero le temperature piu’ alte dovute al cambiamento climatico, “perche’ con piu’ caldo le piante crescono piu’ velocemente – ha spiegato Biber -. Guardate qui: in questi giorni ha fatto caldissimo. Le piante stanno benissimo”.