“Il consiglio è leggere le istruzioni riportate sull’esterno della confezione, nel caso di dubbi consultare il medico”
Il caldo puo’ rappresentare un problema per i farmaci. Se compresse, confetti, capsule non dovrebbero subire importanti alterazioni, anche se e’ buona regola non esporli al sole e tenerli magari nella scatola, le soluzioni iniettabili e le sostanze liquide sono quelle che maggiormente subiscono trasformazioni legate alla temperatura e devono essere conservate correttamente, altrimenti il rischio e’ che non funzionino. Questo il consiglio di Claudio Cricelli, presidente della Societa’e’ italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg). Un caso tipico e’ quello dell’insulina, utilizzata da chi soffre di diabete, che come spiega Cricelli “e’ termosensibile e va conservata in luogo fresco”. “Esistono contenitori da viaggio pensati per mantenerla a temperatura adeguata e le regole vanno rispettate altrimenti il rischio e’ che con un’alterazione consistente la sostanza non funzioni. Una volta giunti a destinazione, la si puo’ riporre in frigo o in ambiente fresco a temperatura consigliata”. Occorre fare attenzione anche alle eparine e ai colliri,da conservare a temperatura adeguata. “Il problema e’ che esternamente queste sostanze non si presentano diverse dal solito se esposte al caldo, quindi e’ difficile accorgersi delle alterazioni”, rileva il presidente dela Simg. Attenzione anche alle supposte, che come spiega Cricelli: “In estate non vengono prodotte perche’ la cera che le riveste tende a sciogliersi e che possono essere conservate in frigo” e in generale anche a tutte le sostanze per le quali, con l’apertura, cambiano le norme di conservazione. “Non esiste una regola unica, – conclude – e il consiglio e’ leggere le istruzioni riportate sull’esterno della confezione, nel caso di dubbi consultare il medico”.
