Il modello usato nello studio sta producendo delle previsioni con un’accuratezza senza precedenti e suggerisce che l’attività solare calerà dopo il 2030
Gli scienziati mettono in guardia: il Sole “andrà a dormire” nel 2030, causando un crollo delle temperature e una possibile “mini era glaciale” per la Terra. E’ quanto emerge da un nuovo studio – riportato da ScienceDaily – secondo il quale dopo il 2030 l’attività solare subirà un brusco crollo, e questo porterà a un ritorno al periodo chiamato “minimo di Maunder” (caratterizzato da una attività solare molto scarsa) che coincise, fra il 1645 e il 1715, con la parte centrale e più fredda della cosiddetta “piccola era glaciale” verificatasi in Europa e Nord America. A detta del team scientifico, il modello usato nello studio sta producendo delle previsioni con un’accuratezza senza precedenti e suggerisce che l’attività solare calerà dopo il 2030.

Con riferimento quindi ai prossimi cicli solari, il modello prevede che la coppia di onde si controbilancerà sempre di più durante il Ciclo 25, il cui picco sarà nel 2022. Durante il Ciclo 26, che va dal 2030 al 2040, le due onde saranno sfasate e ciò causerà una significativa riduzione dell’attività solare. “Durante il Ciclo 26, le due onde saranno l’immagine speculare l’una dell’altra, avranno il picco nello stesso momento ma negli emisferi opposti del Sole. La loro interazione sarà dirompente, e tenderanno a cancellarsi l’un l’altra. Prevediamo che ciò porterà a caratteristiche del ‘minimo di Maunder’,” continua la dott.ssa Zharkova. “Effettivamente, quando le onde sono approssimativamente in fase, possono generare una forte interazione, o risonanza, ed abbiamo una forte attività solare. Quando non lo sono, si verifica il minimo solare. Quando si verifica una fase di separazione totale tra le due onde, si verificano le condizioni osservate l’ultima volta durante il ‘minimo di Maunder’ 370 anni fa.“
