Prevedere i tornado si può, ma finchè la gente non avrà la consapevolezza del rischio sarà tutto inutile

Allerta Tornado: dopo il disastro di mercoledì nella Riviera del Brenta l’Italia si chiede se è possibile prevedere questi fenomeni. La risposta è “sì”, ma finché la popolazione non sarà consapevole dei rischi sarà sempre tutto inutile

Prevedere i tornado si può. Anzi, vengono previsti quotidianamente, quando si verificano, in Italia e nel mondo. Anche quello che mercoledì pomeriggio ha devastato la Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia, è stato previsto: su MeteoWeb ne parlavamo da giorni, “attenzione” – scrivevamo in tutti i nostri bollettini, “ci sono le condizioni per fenomeni particolarmente estremi al nord/est, alto rischio di grandinate violente e tornado in Veneto e Friuli Venezia Giulia“. Un preavviso dato con 3-4 giorni d’anticipo, ovviamente privo dell’indicazione specifica sul luogo esatto e sull’orario del fenomeno che si può prevedere soltanto nel nowcasting, con un’ora di preavviso.

Tornado F4 (1)E così è stato mercoledì pomeriggio: abbiamo seguito in diretta la supercella temporalesca che ha colpito la pianura Veneta, dapprima con violente grandinate nel vicentino, poi intensificandosi verso sud/est fino alla formazione del tornado che ha colpito duramente Dolo e Mira (con venti fino a 300km/h, di categoria F4 sulla Scala Fujita) provocando un morto, un centinaio di feriti e danni gravissimi sul territorio. Danni che non si sarebbero in alcun modo potuti evitare, ma certamente le vittime e i feriti si sarebbero potuti evitare se avvisati del rischio incombente.

Il problema vero è un altro: la consapevolezza del rischio. Finchè la gente non sarà consapevole dei rischi che si corrono per i fenomeni meteorologici estremi, ogni previsione sarà inutile. Gli avvisi, le allerte e i bollettini vengono letti con particolare attenzione soltanto nei giorni successivi ad un disastro catastrofico come appunto quello di mercoledì in Veneto, sull’onda emotiva di quanto accaduto, e nel periodo in cui è meno probabile che si ripetano eventi così estremi. Poi piano piano si tende a dimenticare tutto. E quando, dopo un mese di sole e dieci giorni di caldo, scrivi “Allerta Meteo, alto rischio tornado distruttivi” non solo non ti crede nessuno, ma c’è anche chi ci ricama su’ con scetticismo ed ironia. Fino alla prossima morte.

I danni del tornado del 5 novembre 2014 ad Acireale (Catania)

Eppure in Italia fenomeni violenti come i tornado stanno diventando sempre più frequenti. Se ne verificano decine ogni anno, non solo al nord ma anche al Sud. Come dimenticare gli episodi devastanti dell’autunno scorso, appena qualche mese fa, in Sicilia e soprattutto l’evento del 5 novembre 2014 ad Acireale quando la deliziosa cittadina catanese fu devastata da un fenomeno di categoria F2 sulla Scala Fujita.

Dopo una settimana esatta altri due devastanti tornado colpirono il Salento, nel tarantino, seminando anche lì danni gravissimi. Sono solo gli ultimi più forti fenomeni recenti, ma di anno in anno si tratta di eventi meteo estremi ormai all’ordine del giorno anche nel nostro Paese. E’ arrivato il momento di prenderne atto e, una volta per tutte, stimolare la consapevolezza dei rischi con l’apposita formazione di protezione civile nei confronti della popolazione. Soltanto quando la gente sarà pronta ad affrontare fenomeni simili nel modo adeguato, a partire dalla corretta analisi e considerazione delle previsioni meteo, si potrà poi sviluppare un adeguato sistema di allertamento e nowcasting che parta dalle sale operative e arrivi all’avviso immediato porta a porta.

L’Italia non può più aspettare: il clima cambia e questi fenomeni, che comunque nella storia si sono sempre verificati anche in Italia, diventano più intensi e frequenti nel nostro Paese. Le istituzioni e la popolazione hanno l’obbligo di prenderne atto e di agire di conseguenza: per evitare altre morti, per limitarne gli effetti disastrosi, per tutelare l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e dei territori.