Non è fantascienza quanto scoperto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Duke: anche le piante vedono, e lo fanno grazie a dei sensori che gli indicano i cambiamenti di direzione, intensita’ e durata della luce
Scoperta l’origine della molecola che ha donato la ‘vista’ alle piante, si tratta del meccanismo che indica quando fiorire e in che direzione crescere. Secondo lo studio coordinato da Fay-Wei Li, dell’Universita’ di Duke, e pubblicato su Nature Communication, i fotorecettori sarebbero stati ereditati dalle alghe milioni di anni fa e non dai ciano batteri, come si e’ ritenuto finora. “Non molto diversamente da come noi riusciamo a vedere il mondo, anche le piante ‘vedono’ – ha spiegato Fay-Wei Li – e per farlo usano delle proteine sensibili alla luce che si trovano nelle foglie e che si chiamano fotorecettori”.

Questi sensori indicano i cambiamenti di direzione, intensita’, durata e lunghezza d’onda della luce, dando modo cosi’ alla pianta di sapere quando germogliare, fiorire e crescere per trovare l’esposizione migliore. A svolgere questo compito sono dei particolari organelli chiamati fitocromi e che, secondo molti studi, sarebbero stati ‘inglobati’ milioni di anni fa all’interno delle piante. Questi recettori della luce esistono anche in altre forme di vita diverse, come cianobatteri, muschi e alghe, e analizzandone le molte varianti esistenti i ricercatori hanno scoperto che quelli delle piante sono estremamente simili a quelli delle alghe. Secondo i ricercatori questo proverebbe che i fitocromi delle piante sarebbero stati ereditati quindi dalle alghe e non dai ciano batteri come ritenuto finora. Una scoperta che fornisce importanti indicazioni sull’evoluzione di queste forme di vita che per prime hanno colonizzato le terre emerse permettendo alla vita di colonizzare qualsiasi ambiente del pianeta.