L’indagine ha coinvolto circa 2.500 bambini e ragazzi dagli 8 ai 18 anni
L’Italia non è un Paese di giovanissimi sportivi. Persino quelli che frequentano un campo di calcetto o pallavolo in media sono in debito di 2-3 ore di attività fisica a settimana. Mentre in generale gli altri arrivano a 4-5 ore in meno. Questi i numeri emersi da un’indagine illustrata all’Adnkronos Salute da Giorgio Galanti, direttore della Scuola di specializzazione in medicina dello sport dell’Università di Firenze, che il 3 luglio alle 12 terrà all’Expo di Milano un incontro promosso dal ministero della Salute, proprio per parlare di attività fisica e corretta alimentazione in tutte le fasi della vita femminile. “Ebbene, la nostra indagine conferma che con l’adolescenza l’attenzione delle ragazze per l’attività fisica cala, ma i bambini italiani in generale già fanno poco sport”, dice l’esperto. L’indagine ha coinvolto circa 2.500 bambini e ragazzi dagli 8 ai 18 anni, due terzi dei quali si erano rivolti all’Agenzia di medicina dello sport e dell’esercizio dell’ospedale Careggi per avere il ‘patentino’ per l’attività sportiva, mentre gli altri sono stati esaminati e valutati nelle scuole. “Oltre alla visita di medicina dello sport e al controllo di peso, altezza e indice di massa corporea, abbiamo valutato anche massa magra e grassa dei ragazzini, la loro alimentazione e l’attività fisica e sportiva svolta ogni giorno”, spiega Galanti. Risultato? “I ragazzi del ‘patentino’ presentavano un livello di sovrappeso importante del 15%, mentre gli altri in media del 17%. E se a queste età si dovrebbero accumulare 9 ore di attività fisica a settimana, i primi avevano un debito di 3 ore settimanali, mentre gli altri di 4-5 ore. Il problema è che nelle scuole si fa troppo poco sport, e per il resto i nostri giovanissimi si muovono poco a piedi o in bici”. A risentirne “è il sano sviluppo fisico, ma lo sport è anche aggregazione, divertimento”, dice Galanti.
