Per Lorenzin è importante “rendere accessibili anche ai meno esperti argomenti spesso trattati in modo troppo specialistico”
“Spesso, nonostante il contatto quotidiano con i risultati concreti della ricerca scientifica, la scienza viene vissuta come qualcosa di lontano, materia per pochi eletti”. Il rammarico è del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che in un messaggio inviato agli organizzatori del Premio letterario Merck sottolinea l’importanza di “un’appropriata formazione dell’opinione pubblica” contro “i falsi miti in sanità, luoghi comuni che possono incidere negativamente sulla Salute dei cittadini”. Per Lorenzin è importante “rendere accessibili anche ai meno esperti argomenti spesso trattati in modo troppo specialistico”. Un’impresa riuscita quest’anno ai due vincitori della tredicesima edizione: David Quammen con ‘Spillover’ (Adelphi 2014) e Maylis De Kerangal con ‘Riparare i viventi’ (Feltrinelli 2014). La giuria di scienziati e ricercatori si è riunita ieri sera a Roma per la consegna dei premi, in una cerimonia in cui è stato assegnato un Premio speciale a Nicola Piovani per la suite orchestrale ‘Epta’. Nel corso della serata sono stati inoltre premiati i racconti vincitori del concorso di scrittura creativa per studenti delle scuole superiori ‘La scienza narrata’. Il Premio Letterario Merck viene assegnato ad autori che sono riusciti a costruire un ponte tra scienza e letteratura, grazie a opere letterarie che riescono a stimolare un sano interesse per la scienza e le sue conquiste. “Sono onorato del premio destinato ad un libro inquietante e tecnologicamente complesso sull’evoluzione di virus feroci”, ha commentato Quammen, ricordando l’ultimo esempio di zoonosi con cui il mondo sta ancora facendo i conti: Ebola, con più di 27 mila infezioni e 11 mila morti. E dicendosi orgoglioso anche per l’apprezzamento della qualità letteraria del suo lavoro, frutto di sei anni di ricerche. Il Premio Letterario Merck intende fin dalla sua nascita favorire una fruttuosa contaminazione tra cultura scientifica e cultura umanistica, un ‘sigillo’ “all’ostinato interrogarsi e alla sete di sapere” dimostrata in passato da tantissimi autori, come ha testimoniato Karl-Ludwig Kley, Executive Board Chairman e Ceo di Merck.
