La quindicesima puntata della rubrica di MeteoWeb alla scoperta della storia della musica
Il suo aspetto totalmente androgeno non fa capire neppure il sesso di questo nuovo personaggio; estremamente magro e filiforme, ha un aspetto ambiguo e cangiante con un pallore acuto, quasi fastidioso, che lascia intuire evidentemente una predisposizione fotofobica. Pare abbia gli occhi di due colori differenti, non sembra umano e il suo modo di fare ti affascina e al tempo stesso ti turba, la sua arte e` strana e la sua musica sembra venga dal futuro.” Questa breve ma piuttosto eloquente recensione, fu fatta da un giornalista del Times nel 1966, dopo aver assistito ad una performance live di un ragazzo londinese, che da non molto si era fatto conoscere negli ambienti underground della Swing London di quegli anni, quel ragazzo di cui parla il giornalista era David Bowie e questa e` la storia del primo e unico vero vampiro della storia della musica…..
Che cosa e` un vampiro innanzitutto?!
Esulando dalle leggende che si alimentano e si sviluppano sulla base degli studi e dei trattati di vampirologia, nelle quali possiamo abbondare di rituali mistici, procedure esoteriche, aglio, paletti per trafiggere il cuore e spremute di sangue ai pasti, un vampiro altro non e` che un immortale. Un essere che si impersonifica continuamente e perpetuamente in molteplici aspetti e che trapassa i tempi, le ere e le epoche senza morire mai. Per chi ci crede ovviamente!!!!

Ha una evidente predisposizione per l`arte fin da giovane, inizialmente attratto dalla scultura e dalla pittura, si appassiona alla musica nell`intorno dei sessanta quando il padre torna a casa con due scatoloni di vinili, presi come affare ad una liquidazione totale, di jazz, blues, swing e gospel. David li ascolta tutti e da quel momento capisce che la musica era una cosa importante per lui e che avrebbe avuto molto spazio nella sua vita, anche se ancora non sapeva e non avrebbe potuto immaginare chi sarebbe diventato, ovvero il padre del proto metal, dell` hard glam rock, insomma il Duca Bianco, colui che come un vampiro, e molti lo ritenggono realmente tale, ha cavalcato e trapassato cinque decadi del rock anticipandone vari aspetti tutte le volte, continuando ad aprire nuovi varchi ancora inesplorati di quel eclettismo portato agli eccessi, senza mezze misure e senza nessuna limitazione.
La sua carriera artistica nasce alla meta` degli anni sessanta, appena diciottene, nei localetti dei sobborghi londinesi in cui si suonava di tutto, dal blues al jazz, passando per il rock progressivo e quello psichedelico fino a quello che venne ribattezzato rock proto metal, ovvero l`avo del heavy metal. Erano gli anni in cui Jeff Beck e i Cream di Eric Clapton dominavano le scene underground perseguendo soprattutto la scena blues e rock& blues. Inizialmente prova un po` di tutto, e si ritrovo` prima nei The King Bees, e poi nei Manish Boys accanto ad un giovane Jimmy Page che faceva il turnista( I turnisti sono componenti non fissi della formazione, che suonano all`occorrenza quando vi e` necessita`). Dopo varie esperienze altalenanti e discontinue Bowie capisce che la sua doveva essere una carriera da solista, e che i generi esistenti non facevano al caso suo, quindi, ne avrebbe inventati di nuovi, avrebbe inventato i suoi di generi musicali.
Furono gli anni settanta la decade per eccellenza di David Bowie, fu in questi dieci anni che raggiunse l`apice della cuva di Gauss venedo fuori in modo prepotente, alternativo e avanguardistico. Innazitutto nel 70 fa due incontri che saranno di una influenza mostruosa per lo sviluppo della sua carriera artistica, cioe`: Lou Reed e Iggy Pop, due figure fondamentali per il vampiro!!!
Capisce in quegli anni che qualcosa stava cambiando, la musica, la societa`, la politica, le droghe, la comunicazione. E` in questo momento che cambia radicalmente la sua immagine per reinventarsene una quasi rivelatrice, assume i panni del messaggero ultraterreno ed insieme a Mick Ronson, grandissimo chitarrista, e gli Spiders from Mars, prodotti dalla RCA pubblicano l`album storico che lo consacra definitivamente, The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Cambia la sua immagine e soprattutto il sound, passando ad atmosfere rock glam, facendone il padre indiscusso di quel genere, che divenne una cultura per tutti i settanta influendo persone e centinaia di band e artisti successivi.
Era il suo modo di comunicare che era differente, in tutte le forme ed in tutti i casi, che fosse una intervista rilasciata, una canzone, una performance live oppure ancora una sua immagine, era sempre diverso e sopra le righe, eclettico ed avanguardista, pioneristico e visionario, alternativo e irriverente, dissociato e criptico, insomma David Bowie. Capi` prima di tutti o comuque di moltissimi, che la comunicazione era fondamentale per il successo, e ci gioco` sempre attorno a questo aspetto, come quando, ad esempio, sul numero del 22 gennaio 1972 della rivista musicale britannica Melody Maker compare un’intervista che fece scandalo. L’articolo, intitolato “Oh! You Pretty Thing”, descrive il nuovo look di Bowie e riporta il suo ultimo exploit: «Sono gay, lo sono sempre stato», rivela al giornalista Michael Watts, «anche quando ero David Jones».L’intervista creò un certo clamore in un’epoca nella quale affermare la propria omosessualità non era cosa abituale. In pochi allora pensarono a una tattica sensazionalistica pianificata dal cantante alle porte del lancio di Ziggy Stardust, tranne forse lo stesso Watts che notò «una maliziosa allegria in quello che dice, un sorriso segreto agli angoli della bocca… se non è di sfida, è quantomeno divertito». Del resto era lo stesso Bowie che, nella stessa intervista, provava a confondere le acque: «La mia natura sessuale è irrilevante. Sono un attore, recito una parte, frammenti di me stesso».Tuttavia il tempismo era perfetto: il movimento gay britannico elesse David a suo simbolo mentre i benpensanti, ovviamente, accolsero scandalizzati la dichiarazione. Questo per dare una piccola idea della sua forza e intelligenza mediatica e di comunicatore.
L`attore lo fece veramente, diverse volte, ma piuttosto eloquente e` la sua performance nel lungometraggio di fantascienza del regista Nicolas Roeg, L`uomo che cadde sulla terra.
Dopo l`album del 74 Diamond Dogs, in cui si intuisce una certa transizione per quella che sara` la fase successiva del cantante inglese, dove troviamo la splendida Rebel Rebel o la sensuale e psichedelica Queen Bitch, dedicata a Lou Reed and The Velvet Underground, Bowie intuisce che quella londra della meta` degli anni 70, non piu` in un fermento attivo, bensi` decadente rispetto alla illusione-delusione del 68 e pronta a sfogare quella tensione conservatrice in una cultura troppo rumorosa e chiassosa per i suoi gusti, quella Punk.
Cosi` cambia look il vampiro: si veste di bianco, si toglie il trucco e le paillettes, si tira i capelli indietro e soprattutto si trasferisce a Berlino. E` qui che prendera` il nome di Duca Bianco e che non si togliera` mai piu`, Berlino era quello di cui un anticipatore o forse creatore, potremmo dire, di mode e stili aveva bisogno, era li che si doveva andare in quegli anni se si voleva essere ispirati. Collabora con i Kraftwork, i padri della musica elettronica, e soprattutto risolleva completamente le sorti, ormai quasi irreversibilmente compromesse, dell` amico Iggy Pop, con il quale divideva l`appartamento di Berlino. Lo aiuta a scrivere e arrangiare i suoi due primi album solista, ovvero The Idiot e Lust for Life, due pietre miliari della musica.
Ritornando alla sua di produzione, a Berlino per ovvi motivi si avvicina alla scena elettronica non facendo piu` mancare questo aspetto nei suoi lavori in continua e perpetua sperimentazione, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di commistioni musicali futuristiche e geniali. Nel 1977 pubblica l`album Heroes, coaudiuvato dall`amico Brain Eno, che consolida definitivamente la sua figura ed il suo talento nella scena musicale mondiale, e soprattutto riuscendo realmente a trasmettere quella concezione, quel messaggio, che si puo` davvero essere eroi anche per un solo giorno….
Tornera` ad essere acustico e pop negli anni 90, con ad esempio la crepuscolare Thursdays Child, senza dimenticare tante altre collaborazioni durante la sua sempre piena e impegnata carriera, una su tutte, sia nella scrittura che nella interpretazione, della sempre eterna ed infinita Under Pressure con i Queen.
E` davvero un vampiro?!? Un androide?!?? Un extraterrestre?!?!? O soltanto un visionario con una spiccata propensione artistica?!?!?
Quello che e` certo, e` che e` stata ed e` ancora oggi una delle figure piu` influenti della storia della musica, colui che ha inventato da solo generi musicali e relativi stili di vita, che ha portato il glam nel rock e poi l`elettronica. Cosa aveva in testa il Duca Bianco da fargli anticipare sempre i tempi e le epoche?!? Come faceva ad essere sempre un passo avanti mentre attraversava indenne cinque decadi di Rock?!?!?
Io non so cosa sia esattamente David Bowie, ma quello che posso dirvi e` che e` stato ed e` ancora oggi un artista straordinario, di una completezza disarmante, che ha saputo sposare musica e linguaggio, inteso come comunicazione, come nessun altro….
Magari la verita` e` che David Bowie e` l`alterego sulla terra e che lui in realta`, sia appunto Ziggy….
Ziggy Sturdast!!!!!!