Venetia Burney, che aveva studiato astronomia a scuola e amava molto la mitologia, pensò al nome giusto quando il nonno si chiese come sarebbe stato chiamato il nuovo corpo celeste
E’ stata una bambina di undici anni a ideare il nome per Plutone. Come ogni altro giorno, la mattina del 14 marzo del 1930 Venetia Burney stava facendo colazione nella sala da pranzo della casa in cui viveva a Oxford, mentre il nonno Falconer Madan sfogliava il Times. A pagina 14 del quotidiano, veniva data la notizia della scoperta di un nuovo pianeta ai confini del sistema solare. Madan lesse l’articolo ad alta voce. Venetia, che aveva studiato astronomia a scuola e costruito modelli del sistema solare nel parco dell’università, e amava molto la mitologia, pensò al nome giusto quando il nonno si chiese ad alta voce come sarebbe stato nominato il nuovo corpo celeste. “Ce lo siamo chiesto tutti, e poi io ho detto, ‘perché non chiamarlo Plutone? E tutto è iniziato così”, ha ricordato Venetia nel documentario “Dare il nome a Plutone”. Aveva pensato al dio greco dell’Ade e negli anni successivi non ha mai nascosto il suo fastidio per l’idea che il nome fosse stato scelto in onore del personaggio di Walt Disney che debuttò proprio quell’anno. Falconer Madan, che prima di andare in pensione era stato il direttore della Bodleian la biblioteca più importante di Oxford, parlò dell’idea della nipote a un amico astronomo che subito rispose, “Plutone è un nome eccellente!!!!”. E telegrafò l’idea ai suoi colleghi dell’osservatorio dell’Arizona in cui era stata fatta aveva la scoperta e che poi hanno votato all’unanimità in favore del nome scelto da Venetia, che il nonno premiò con cinque sterline, dall’altra parte dell’Oceano.
