Uno studio del Dipartimento di Scienze della Terra dell’ Università di Pisa ha scoperto una diffusa mineralizzazione a tallio nei territori delle Alpi Apuane meridionali: la presenza dell’elemento chimico altamente tossico, era fino ad oggi ignorata
“Lo studio cristallochimico di rare fasi minerali rinvenute nelle miniere abbandonate delle Alpi Apuane meridionali (provincia di Lucca) da parte di ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra – Università di Pisa, ha portato alla scoperta di una diffusa mineralizzazione a tallio in questo territorio, sinora passata del tutto inosservata. Il tallio è un elemento chimico particolarmente tossico per l’uomo e altri organismi viventi”. Lo ha affermato Massimo D’Orazio del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa preannunciando una ricerca che verrà presentata il 23 settembre a Roma, alla Stampa Estera, in occasione della Settimana del Pianeta Terra, in programma solo in Italia con ben 236 eventi. E aggiunge: “L’evolversi delle ricerche, che hanno presto assunto un carattere multidisciplinare, con il coinvolgimento di geologi, agronomi e biologi, ha portato alla identificazione di una significativa contaminazione da tallio delle acque potabili nell’area di Pietrasanta (Versilia). L’origine della contaminazione è stata subito individuata in una importante sorgente d’acqua ubicata proprio nel cuore dell’ex area mineraria. Tale sorgente, che è stata isolata dalla rete idrica, ha alimentato l’acquedotto pubblico di Valdicastello e di parte di quello di Pietrasanta per alcuni decenni. L’esposizione degli abitanti di questo territorio alla contaminazione da tallio è stata dimostrata dagli esiti delle prime campagne di analisi eseguite sulla popolazione locale dalle autorità sanitariee da enti di ricerca (Cnr). Questa storia sottolinea il ruolo fondamentale che la ricerca scientifica dovrebbe avere in ogni società civile come guida per una corretta gestione dell’ambiente e delle sue risorse da parte delle autorità preposte”.
