Archeologia: recuperato un affusto di cannone nel Tamigi, salvato dai cambiamenti climatici

Una corsa contro il tempo per salvare l’affusto della nave di cui si conosceva l’esistenze sul fondale del Tamigi dall’estate scorsa

Riemerge dal Tamigi un affusto, un cannone parte dell’artiglieria navale, perfettamente conservato, in dotazione a un’imbarcazione da guerra inglese del XVII il cui relitto giace ancora sul fondo del fiume. Nave identificata come una delle imbarcazioni della flotta che dai Paesi Bassi riportò in patria Carlo II d’Inghilterra, nel 1660, perché riprendesse il suo posto sul trono inglese dopo la caduta del Protettorato retto da Richard Cromwell, figlio di Oliver. E se per gli storici questo ritrovamento, unico nel suo genere, saprà rivelare informazioni chiave per la comprensione della vita marinara dell’epoca in Gran Bretagna, per l’Agenzia Governativa Historic England, che ha lanciato l’operazione di salvataggio, questo tesoro è stato letteralmente salvato dai cambiamenti climatici che, causando l’innalzamento della temperatura delle acque, ne avrebbero compromesso lo stato di conservazione. Una corsa contro il tempo, quindi, per salvare l’affusto della nave di cui si conosceva l’esistenze sul fondale del Tamigi dall’estate scorsa. Negli ultimi otto mesi, però, il rischio per la sua conservazione è aumentato, a causa dell’esposizione alle correnti e del riscaldamento dell’acqua e si è quindi deciso di intervenire. Il cannone è così riemerso da 20 metri di profondità e ora verrà trasferito a York, per il prossimo anno, sarà conservato presso il York Archaeological Trust. Lo scafo della nave rimarrà sul fondale, ma il recupero e lo studio dei suoi manufatti più vulnerabili, come questo, aiuterà la comprensione della vita a bordo di una nave da guerra 350 anni fa. A causare l’affondamento della nave, nel marzo del 1665, proprio mentre Londra si apprestava ad affrontare la seconda guerra anglo-olandese (1665-1667), un’esplosione causata dalla polvere da sparo stivata nell’imbarcazione.