Le immagini alla luce ultravioletta di grandi galassie ellittiche hanno rivelato stelle in formazione che appaiono come nodi brillanti e blu lungo i getti dei buchi neri presenti al centro di queste galassie giganti
Se molte galassie riescono ancora a fabbricare stelle, anche dopo aver raggiunto il loro ‘picco’ di fertilita’, e’ grazie ai buchi neri. Questi ultimi sono vere e proprie fonti della giovinezza, che continuano ad alimentarle degli elementi necessari a far nascere nuove stelle. La scoperta e’ stata possibile grazie alle immagini del telescopio spaziale Hubble, gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) analizzate da due gruppi, coordinati dalle universita’ americane, Michigan State University e universita’ di Yale. Le immagini alla luce ultravioletta di grandi galassie ellittiche, contenute nella indagine del cielo Clash (Cluster Lensing And Supernova Survey with Hubble), hanno rivelato stelle in formazione che appaiono come nodi brillanti e blu lungo i getti dei buchi neri presenti al centro di queste galassie giganti. Il risultato e’ pubblicato sulle riviste Astrophysical Journal e Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Secondo i ricercatori i getti del buco nero e le stelle appena nate fanno parte di un ciclo di auto-regolazione, e funzionano come una sorta di termostato simile a quello che regola il riscaldamento e il raffreddamento di una casa. I getti ad alta energia emanati dal buco nero riscaldano un alone di gas che circonda la galassia e tengono sotto controllo la velocita’ con cui il gas si raffredda e cade nella galassia, impedendo che si raffreddi troppo rapidamente. ”Pensate al gas che circonda una galassia come a una atmosfera”, ha spiegato uno degli autori, Megan Donahue della Michigan State University. ”Quella atmosfera – ha proseguito – puo’ contenere materiale in diversi stati, proprio come la nostra atmosfera ha gas, nuvole e pioggia”. Secondo l’esperto quello che stiamo vedendo e’ un processo simile a un temporale: ”Come i getti di gas dal centro della galassia raggiungono le regioni esterne, una parte del gas si raffredda e precipita in ciuffi freddi che cadono verso il centro della galassia come gocce di pioggia”. Le ‘gocce’, ha aggiunto Grant Tremblay, della Yale University, alla fine diventano abbastanza fredde per diventare nubi da cui nascono le stelle.
