Australia: stop alla miniera che minaccia la Barriera corallina

Una compagnia indiana progetta di realizzare un ingente investimento per effettuare dei lavori in una miniera di carbone ed avviare un progetto ferroviario: se i lavori dovessero avviarsi, si rischierebbe di distruggere la barriera corallina australiana

Un tribunale australiano ha revocato l’autorizzazione per un progetto minerario indiano che, secondo gli ambientalisti, minaccia la Grande barriera corallina. Ma la compagnia indiana, la Adani, ha annunciato che intende andare avanti con i suoi piani, che prevedono un investimento da 12,2 miliardi di dollari. “Con il consenso delle parti, la Corte federale ha formalmente cancellato l’approvazione della Miniera di carbone Carmichael e il progetto ferroviario”, si legge in un comunicato del Dipartimento ambientale.

minieraI gruppi ambientalisti hanno contestato l’approvazione del governo per la miniera, perché rischia di produrre enormi quantità di gas serra, per il rischio che pone a specie protette e per lo “scarso curriculum ambientale” della compagnia indiana. Inoltre, hanno sottolineato che la miniera avrebbe un impatto sulla Grande barriera corallina, una delle aeree al mondo con la più grande biodiversità, perché il carbone verrebbe imbarcato in un porto vicino. La corte ha fermato l’autorizzazione perché ci sono stati problemi nel processo di accreditamento: non era stato chiesto il parere del ministro dell’Ambiente Greg Hunt prima dell’autorizzazione. Si tratta di una questione “tenico-amministrativa” che può portare a una riconsiderazione del caso, che tuttavia “non richiedere una rivisitazione dell’intero processo amministrativo”. Hunt dovrebbe metterci tra sei e otto settimane per emettere il suo parere. Il carbone estratto dalla miniera dovrebbe servire a fornire elettricità a 100 milioni di indiani e generale migliaia di posti di lavoro in Australia. Adani ha ribadito che ha intenzione di procedere sia con la costruzione della miniera, che della ferrovia e del porto nel Queensland. “E’ spiacevole che un errore tecnico legale del Dipartimento federale per l’ambiente ha esposto l’autorizzazione a una decisione avversa”, ha detto la compagnia, che però intende andare avanti.