Caldo, a Taranto danni alla mitilicoltura per 15 milioni

A Taranto l’ attività di pesca, acquacoltura e mitilicoltura minacciate dal caldo: a rischio molti posti di lavoro posto che il settore fa da traino all’economica della zona

La perdita economica per il settore della mitilicoltura a Taranto si preannuncia come la peggiore dell’ultimo decennio. Lo sottolineano le associazioni di categoria aderenti a Confcomnercio sollecitando l’attivazione del Fondo di solidarieta’ nazionale per la pesca e l’acquacoltura. “La produzione del 2016 – e’ detto in una nota – e’ a grave rischio: si lotta per non perderla completamente. Le alte temperature di queste settimane hanno infatti danneggiato non solo le produzioni mitilicole, ma hanno pregiudicato il novellame che, come e’ noto, trova nel secondo seno del Mar Piccolo la sua nursery naturale”. Cio’, spiega Confcommercio, “comporterebbe la perdita del lavoro di un intero anno e il fermo della produzione per il 2016, con la sottrazione di posti di tantissimi lavoro in una realta’ economica gia’ di per se critica. Ad una prima stima gia’ il danno per le produzioni del 2015 si aggirerebbe attorno ai 15 milioni di euro”. Il settore “prima di altri – conclude l’associazione dei commercianti – ha pagato il prezzo dell’inquinamento industriale con il divieto nel primo seno del Mar Piccolo di allevamento del seme”.