I cambiamenti climatici stanno mettendo in ginocchio l’Alaska: oltre all’accellerato scioglimento dei ghiacciai, il territorio è sempre più colpito da incendi di gravi dimensioni. L’Alaska si sta sciogliendo e sta bruciando sotto gli occhi di tutti
Il riscaldamento globale sta lentamente ed inesorabilmente modificando l’Alaska ed il Presidente Obama, che si è recato nello stato americano la scorsa settimana, per tre giorni ha parlato durante la Conferenza sul Cambiamento climatico, riconoscendo che il problema non può più essere ignorato. Lì, e nella parte sub- artica dello Stato, si stanno vedendo i danni causati dal riscaldamento – danno che è stato evidente per gli scienziati per anni, che per anni hanno cercato di destare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica circa il problema, ma che, è stato ignorato per troppo tempo. Oggi, gli effetti si fanno sentire e vedere, e non possono essere più ignorati.

Il ghiaccio marino che fino al 1970 abbracciava interamente le coste sta diminuendo a vista d’occhio e questa realtà sta mettendo in crisi tutte le comunità ed i villaggi che sorgono proprio nelle zone costiere. Infatti, il ghiaccio lungo tutto i territori, tendeva ad avere una funzione di cuscinetto fra il territorio e l’oceano: il ghiaccio, proteggeva i paesi ed i villaggi dalle tempeste, facilitando inoltre le attività di caccia. Il Corpo degli Ingegneri dell’Esercito ha individuato 26 villaggi dove l’erosione, legata a perdita di ghiaccio del mare minaccia l’esistenza stessa delle comunità. Il permafrost, sciogliendosi ad una velocità accellerata rispetto alla norma a causa del surriscaldamento delle temperature, causa il trasudamento della terra sottostante che è resa sempre più fragile e dunque causa problemi alle strade, alle costruzioni, ed alle fondamenta delle abitazioni che iniziano a cedere costringendo alcune persone ad abbandonare le loro abitazioni per trasferirsi in zone più dell’entroterra dove il fenomeno ancora, non è così evidente.
Ed inoltre, anche le fiamme minacciano sempre più lo stato: dal momento in cui l’Alaska è diventata parte degli Usa, più di 5,1 milioni di acri di territorio (ossia circa 2,06 milioni di ettari), un’area delle dimensioni del Connecticut e del Rhode Island – sono state distrutte dagli incendi. E solo negli ultimi 10 anni sono stati in media 1,2 milioni di acri ( 490.000 ettari). “L’Alaskasta cambiando, e cambia rapidamente“, ha dichiarato Fran Ulmer, presidente del U.S. Arctic Research Commission dell’Alaska. Gli scienziati sono convinti del fatto che quello che sta accadendo in Alaska, sia lo scioglimento del Permafrost, sia gli incendi, sono fenomeni anomali tutti imputabili ad un’unica causa, l’aumento delle temperature.
Nel 1970, deponevano le uova intorno al 25 giungo, negli ultimi 5 anni la media della deposizione delle uova è stata intorno al 15 giungo e quest’anno, è stato l’anno più drammatico perchè hanno deposto le prime uova solo l’8 giungo, cioè quasi un mese prima rispetto alle naturali abitudini della specie. Questo, secondo gli esperti, suggerisce che anche gli animali, si stanno forzatamente adattando al cambiamento delle temperature e lo fanno per sopravvivere dinnanzi ai continui cambiamenti climatici ed ambientali che li circondano. Anche il salmone rosa, i cigni trombetta e i caribù. Ed questo “spostamento di abitudini degli animali” è un serio rischio per la loro sopravvivenza perchè, ad esempio, i cuccioli di caribù tendono a nascere prima della maturazione delle piante di cui gli stessi si nutrono e questo non significa altro che carestia e mancanza di cibo per i piccoli bisognosi di nutrimento.