Cina: ancora fiamme e fumo dopo le gigantesche esplosioni a Tianjin [FOTO]

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Oltre 200 esperti militari di armi chimiche e nucleari e più di 1.200 pompieri sono al lavoro dopo le due gigantesche esplosioni di mercoledì sera a Tianjin

Trentasei ore dopo lo spaventoso boato, ci sono ancora focolai attivi e dense colonne di fumo nero che continuano ad innalzarsi dalle macerie dei depositi di sostanze chimiche che ieri hanno scatenato l’inferno nella zona portuale di Tianjin, nell’Est della Cina. Oltre 200 esperti militari di armi chimiche e nucleari e più di 1.200 pompieri sono al lavoro dopo le due gigantesche esplosioni di mercoledì sera, di cui si ignorano ancora le cause. Il bilancio delle vittime è fermo a 50 morti e 700 feriti, ma la coltre di fumo ha ricoperto anche il flusso delle informazioni.
Nonostante la censura sul web circolano foto, notizie e soprattutto tanta paura, data la natura imprecisata delle sostanze chimiche rilasciate e che i residenti si trovano a respirare. Le autorità cittadine ieri nel corso di una conferenza stampa hanno chiaramente detto di ignorare ancora quali rifiuti tossici fossero stoccati nei magazzini.
Stamattina l’agenzia stampa cinese Xinhua ha dato la buona notizia di un sopravvissuto ritrovato tra le maceria, un giovane pompiere di 19 anni. Circa 3.500 residenti, evacuati dalle loro case, hanno trascorso una seconda notte in alloggi di fortuna.