“Contenere il riscaldamento Pianeta entro 2°C è insufficiente per i coralli“
La conferenza Onu sul clima di Parigi non salvera’ le barriere coralline, neanche nella piu’ rosea delle previsioni. Ne e’ convinto il professor Peter F. Sale dell’universita’ canadese di Windsor. Parlando alla Goldschmidt Conference, il principale raduno dei geochimici in corso a Praga, Sale ha affermato che “anche se Parigi sara’ un successo, il surriscaldamento e l’acidificazione degli oceani proseguiranno nel prossimo secolo”. La conferenza, infatti si pone l’obiettivo di limitare l’aumento delle temperature globali entro i 2 gradi dal livello preindustriale, mentre per l’esperto l’incremento dovrebbe essere contenuto entro 1 grado per avere qualche chance di preservare le barriere coralline.

“Ritengo sia altamente improbabile che le barriere coralline, cosi’ come le ho conosciute negli anni Sessanta, potranno ancora essere trovate in qualche parte del Pianeta alla meta’ di questo secolo. Avremo invece banchi calcarei dominati dalle alghe, cosparsi di macerie, che lentamente si erodono”, ha detto Sale. “Per i coralli ci sono poche speranze, a meno che non ci imbarchiamo in un piano di riduzione delle emissioni piu’ aggressivo. Puntare a mantenere la CO2 sotto le 350 parti per milione, cioe’ contenere l’aumento delle temperature entro 1 grado, darebbe alle barriere buone possibilita'”. Accanto alle emissioni, “dobbiamo occuparci anche degli altri problemi che causiamo agli oceani. Dagli anni Quaranta a oggi abbiamo perso il 90% della biomassa ittica commerciale, stiamo inquinando le acque costiere e la gran parte delle aree marine protette non vengono protette”, ha proseguito l’ecologista marino. “O ci mettiamo d’accordo sui limiti, o lasciamo morire buona parte dei mari”.