I Social Network diventano sostegno fondamentale per la comunicazione di emergenze e disastri nel mondo: le notizie di eventi o catastrofi si diffondono in modo capillare in una manciata di secondi, permettendo un’intervento tempestivo: ma occhio alla disinformazione ed alle bufale
I social media come Facebook e Twitter stanno cambiando la comunicazione nelle emergenze: che si tratti di un uragano, un terremoto o un attacco terroristico, spesso sono l’unico canale di comunicazione che sopravvive, e il primo a ripartire. Lo ha verificato l’universita’ Ben-Gurion del Negev, come si legge sull’International Journal of Information Management. La prima indicazione di un numero di emergenza nel mondo e’ avvenuta infatti su Twitter, cosi’ come i primi post su due attacchi terroristici nel 2013, quello delle bombe alla maratona di Boston e l’attacco al Westgate mall di Nairobi.

”Indipendentemente dal tipo di emergenza – continua – le infrastrutture di comunicazione possono essere sovraccaricate e collassare per via delle tante persone che cercano di avere accesso alle informazioni. In un’emergenza il pubblico e’ esposto ad una grande quantita’ di dati, con il rischio di disinformazione. Gli utenti pero’ sono abbastanza veloci a correggere quelle errate, il che rende i social media ‘auto-regolanti”’.