“I piccoli imparano ad amare o detestare il sapore del pesce fin nel pancione, attraverso il liquido amniotico materno. Se la mamma non lo mangia per i figli è qualcosa di estraneo e così viene mangiato in media meno di un volta a settimana”
Provare a far mangiare il pesce ai bambini è un’impresa davvero complicata. I risultati infatti sono scoraggianti, in media lo consumano meno di una volta a settimana quando invece dovrebbe essere presente sulla tavola almeno tre volte ogni sette giorni. In aiuto di genitori e nonni alle prese con ogni tipo di stratagemma per far piacere l’alimento ai più piccoli ed evitare le spiacevoli sorprese delle lische è l’iniziativa presentato oggi a S.Benedetto del Tronto ‘Sono sano come un pesce’ promossa dal Comune che lancia le alici come l’arma semplice e gustosa per convincere anche i bimbi più diffidenti. “Le alici si deliscano perfettamente – spiega all’Adnkronos Salute Italo Farnetani, pediatra di Milano e coordinatore di ‘Sono sano come un pesce’ – se le prepariamo usando la fantasia, quindi ad esempio come polpette o scegliamo la variante sambenedettese dell’oliva ascolano (farcita con il pesce) riusciamo a farle mangiare con a tutti i bambini”. “I piccoli – spiega Farnetani- imparano ad amare o detestare il sapore del pesce fin nel pancione, attraverso il liquido amniotico materno. Se la mamma non lo mangia, perché in famiglia non c’è mai stata la cultura di questo alimento, per i figli è qualcosa di estraneo e così viene mangiato in media meno di un volta a settimana. Sarebbe dunque bene incentivare il consumo di pesce anche durante la gravidanza. Inoltre – prosegue il pediatra – oggi c’è sempre meno tempo a disposizione dei genitori per preparare i pasti e si tende ad usare cibi veloci e precotti, ma almeno il sabato e la domenica si potrebbero preparare le polpette con il pesce”.

