Forti temporali con tempeste di sabbia investono l’Arizona, colpita la città di Phoenix [FOTO]

Un forte temporale preceduto da una tempesta di sabbia colpisce la città di Phoenix

Come capita spesso nel cuore dell’estate le infiltrazioni di aria piuttosto umida, proveniente dal Pacifico tropicale (spinte dal cosiddetto “Monsone nord-americano”), nelle ore pomeridiane e serali possono favorire lo sviluppo di temporali particolarmente intensi lungo i deserti degli USA sud-occidentale, fra gli stati dell’Arizona, New Mexico, Nevada e le aree più interne della California. Lo scorso mercoledì 26 Agosto un temporale molto intenso si è sviluppato nell’area attorno Phoenix, dove oltre ai forti rovesci di pioggia e alle frequenti fulminazioni si è assistiti anche alla formazione di una tempesta di sabbia, nota anche con il termine di “Haboob”, che ha interessato pure la città, creando non pochi disagi.

haboobL’enorme nuvola gialla, arrivata dal deserto circostante, per pochi minuti ha coperto gli edifici e le abitazione, paralizzando il traffico nelle strade e bloccando ogni attività nel vicino aeroporto che è stato chiuso temporaneamente, a causa della scarsa visibilità orizzontale, ridotta a pochi metri. Del resto negli ultimi mesi Phoenix, così come molte altre città dell’Arizona, sono stati investite da diversi “Haboobs” accompagnati da raffiche di vento che hanno toccato picchi di 70-80 km/h. Il fenomeno delle tempeste di sabbia però non è così raro come si possa pensare. L’origine degli “Haboob” che periodicamente colpiscono i deserti più interni del sud-ovest degli USA è sempre la stessa.

Gli “Haboob” che si originano sui deserti interni degli USA, tra California, Arizona, Nevada, New Mexico e Texas occidentale, come quelli che investono l’entroterra desertico dell’Australia, in particolare la zona di Alice Springs, sono causati dalla formazione di intensi temporali, a “Cella” singola, o grandi “Multicelle” che tendono a collassare in pieno deserto, producendo intense precipitazioni. Negli USA sono frequenti le tempeste di polvere che interessano l’Arizona, in particolare l’area fra Phoenix e Yuma, e il Nevada, il New Mexico e l’ovest del Texas.

“Haboob” colpisce la periferia di Phoenix

Durante la formazione e la maturazione di un forte temporale le forti correnti discendenti, legate ai “Downbursts” della Cellula o delle varie Cellule temporalesche che lo compongono, tendono a raggiungere la superficie desertica con forti raffiche che si diramano in tutte le direzioni in modo orizzontale, sollevando un imponente muro di sedimenti, in genere particelle di polvere e sabbia finissima, che precede la nube temporalesca collocandosi lungo la parte anteriore (l’area del “gust front”). Questo muro di sabbia può estendersi oltre i 100 km (circa 62 miglia) e può essere largo diversi chilometri. Spesso, durante l’avanzata del muro della tempesta di polvere, le precipitazioni che lo seguono non arrivano direttamente al suolo visto che gran parte delle gocce d’acqua evaporano nell’aria calda e molto secca che precede l‘avanzata del sistema temporalesco (un fenomeno noto come virga).

Alle volte invece, specie se in presenza di temporali piuttosto estesi e molto giovani, dentro il muro di polvere si possono nascondere forti rovesci di pioggia che producono le cosiddette “piogge di fango”, ossia precipitazioni di pioggia mista a polvere desertica, molto fastidiose se cadono su un centro abitato o su una città. Quando sta per manifestarsi un “Haboob” è consigliato di non uscire all’aperto e di trovare un rifugio sicuro in luoghi chiusi, visto che l’ingente quantitativo di polvere e pulviscolo in sospensione rende l’aria quasi del tutto irrespirabile. In questi casi i soggetti avvezzi a problemi respiratori sono i più vulnerati dal fenomeno.