Quello che è accaduto a San Vito di Cadore sarebbe, anche per il Cai, un imprevisto dovuto alla grande quantità di acqua caduta
Nulla di particolarmente rilevante su quel versante, nessuna criticità rilevata, prima della frana di martedì sera, da chi la montagna la vive ogni giorno: il Club Alpino Italiano. Niente a che vedere, fa sapere il Cai all’Adnkronos, con la frana di Borca, costantemente monitorata. Insomma, quello che è accaduto a San Vito di Cadore sarebbe, anche per il Cai, un imprevisto dovuto alla grande quantità di acqua caduta, un evento climatico incontrollato e incontrollabile su un versante in cui non erano state rilevate criticità. ”Ci sono situazioni sempre più ricorrenti dove, in condizioni di precipitazioni intense, si possono innescare questi fenomeni – spiega Carlo Alberto Garzonio, presidente del Comitato Scientifico del Cai – Il problema montagna è comunque più complesso, per questo stiamo lavorando al progetto ‘Montagne terrazzate’: l’invito è da una parte che la città inizi a pianificare la montagna e a sviluppare politiche adatte, dall’altra puntare sulla sensibilizzazione di chi va in montagna perché il presidio di queste aree parte anche dal basso”.
