L’Egitto sara’ in grado ora di cessare le importazioni di gas dall’estero almeno per i prossimi 10 anni e tutto cio’ avra’ enormi ricadute in termini economici: prima fra tutte risanare il debito verso le compagnie straniere
“E’ la piu’ importante scoperta mai effettuata in Egitto dal 1967”. Non ha dubbi l’economista Ahmed Abul Wafa, giornalista economico dell’agenzia di stampa egiziana Mena. “La scoperta permettera’ la riapertura di molte imprese in Egitto che negli anni passati si sono trovate a chiudere i battenti”, ha sottolineato l’esperto, aggiungendo che tutto cio’ “ridara’ fiato alla nostra industria”.

L’Egitto, in altre parole “sara’ in grado di cessare le importazioni di gas dall’estero almeno per i prossimi 10 anni” e tutto cio’ avra’ “enormi ricadute in termini economici, in quanto i guadagni ricavati dallo sfruttamento del gas potranno essere dirottati per sviluppare le regioni povere dell’Alto Egitto”. Inoltre il nostro Paese “sara’ anche in grado di risanare il debito nei confronti delle compagnie straniere e ridare fiducia al nostro governo”. Wafa ha poi tranquillizzato sulla sicurezza: “non c’e’ alcun pericolo terrorista a riguardo. I terroristi infatti non possiedono mezzi sofisticati per attaccare l’area e poi l’Eni e’ una compagnia gigante in grado di rendere sicure tutte le sue installazioni”. Khaled Abu Bakr, presidente di una compagnia di energia araba al giornale online el Watam ha aggiunto che il nuovo giacimento di gas “cambiera’ completamente gli assetti geopolitici dell’Egitto, favorendo i bisogni del suo mercato ed attirando investimenti considerevoli. L’Egitto sara’ cosi’ spinto ad esportare gas ai grandi Paesi industrializzati, come il Giappone, aprendosi a nuovi mercati”.