I resti dell’ex tifone “Goni” stanno per colpire l’estremo Oriente russo, forti venti e piogge torrenziali al confine con la Corea del Nord

Dopo aver flagellato il Giappone i resti dell’ormai ex tifone “Goni” impatteranno sulle coste dell’estremo oriente russo

Dopo aver flagellato con piogge torrenziali e fortissimi venti il Giappone, scaricando quantitativi d’acqua di oltre i 200-300 mm in poche ore lungo il settore centrale dell’isola di Honshù, mentre un diluvio straordinario di ben 494 mm in sole in 24 ore ha inondato Owase, i resti del tifone “Goni” dopo aver attraversato le acque del mar del Giappone si stanno dirigendo verso le coste dell’estremo Oriente russo.

I resti dell'ex tifone prossimi alle coste dell'estremo Oriente russo
I resti dell’ex tifone prossimi alle coste dell’estremo Oriente russo

Nel corso delle prossime ore i resti dell’ex tifone impatteranno proprio sulle coste dell’Oblast’ di Primorsky Krai, non lontano dal confine con la Corea del Nord, causando una severa ondata di maltempo, con forti venti, che raggiungeranno l’intensità di tempesta, piogge molto abbondanti e mareggiate che interesseranno l’estremo settore sud-orientale della costa dell’estremo Oriente russo e il vicino confine con la Corea del Nord. La principale minaccia pero riguarderà proprio le precipitazioni che potrebbero risultare veramente intense e molto abbondanti tra la regione di Primorsky Krai e le aree più interne della Corea del Nord, dove data anche la particolare morfologia del territorio sarà anche elevato il rischio di inondazioni e possibili alluvioni lampo. Poco prima del “landfall” sull’Oblast’ di Primorsky Krai le correnti in quota, assieme all’apporto di aria un po’ più fredda proveniente dagli altopiani della Siberia orientale, riempiranno il profondo vortice ciclonico, facendogli perdere tutte le sue originarie caratteristiche tropicali.

Ecco i resti di “Goni” impattare sulle coste dell’Oblast’ di Primorsky Krai, dove apporteranno forti piogge e venti molto forti

In poche ore i resti dell’ex tifone evolveranno in una profonda circolazione depressionaria extratropicale che si spingerà verso ovest-nord/ovest, si allontaneranno sull’altopiano interno di Primorsky Krai, con un profondo minimo barico al suolo che renderà ancora elevato il “gradiente barico orizzontale”. Durante l’avvicinamento alle coste dell’estremo Oriente russo il sistema dovrebbe presentare caratteristiche “ibride”, ossia a tutti gli effetti assumerà la tipica forma di una depressione sub-tropicale. Lo status “barotropico” (tipico dei cicloni tropicali) tenderà a prendere caratteristiche maggiormente “barocline” (caratteristico delle depressioni e dei cicloni delle medie latitudini), con tanto di “gradiente termico orizzontale“ e “verticale“ all‘interno del profondo ciclone. Nelle prossime ore la piccola quanto potente depressione sub-tropicale, venendo alimentata lungo il suo bordo occidentale dalla discesa di aria più fredda, di matrice polare continentale, andrà gradualmente a colmarsi. La presenza di un consistente “gradiente barico orizzontale” nei bassi strati piloterà verso la fascia costiera di Primorsky Krai venti molto forti, prevalentemente da NE, N-NE e Nord, che toccheranno picchi di oltre i 90-100 km/h a ridosso delle rispettive coste orientali, degradanti sul mar del Giappone.

Questi venti così intensi stanno rendendo il tratto di mare antistante le coste dell’estremo Oriente russo da molto agitato (forza 6) a grosso (forza 7), sollevando ondate di “mare vivo” alte fino a 5 metri. Pur indebolendosi, dopo il “landfall” sulla terra ferma, il profondo vortice ciclonico extratropicale domani si allontanerà dapprima in direzione delle aree montuose più interne della Corea del Nord, causando forti piogge e rovesci intensi, per poi proseguire in direzione della Manciuria. Qui il vortice ciclonico tenderà a colmarsi, presentando le caratteristiche di una circolazione depressionaria extratropicale, ormai totalmente riempita di aria fredda nella media troposfera. Entro la giornata di sabato i resti di “Goni” tenderanno a colmarsi quasi definitivamente in un vortice ciclonico strutturato nell’alta troposfera, attivo sopra la Manciuria.

Si nota il flusso di aria più fredda dalla Siberia orientale (colorazione verde) che riempirà il nucleo dell’ex tifone

Questa latente struttura depressionaria, posizionata sopra la Cina nord-orientale, tenderà a colmarsi molto lentamente rimanendo semi-stazionaria in loco, a causa della presenza, poco più ad ovest, di un esteso promontorio anticiclonico dinamico di blocco che dalla Mongolia si distenderà con i propri elementi fino alla Jacuzia. Questo promontorio anticiclonico di blocco sulla Siberia orientale impedirà alla latente circolazione depressionaria in quota di muoversi verso latitudini più settentrionali.