Il super-tifone Soudelor diventa il ciclone più potente degli ultimi anni: 900 hpa di pressione e venti ad oltre 300 km/h

Il super-tifone “Soudelor” raggiunge la 5^ categoria Saffir-Simpson diventando uno dei cicloni tropicali più potenti degli ultimi anni

Sul Pacifico occidentale c’è parecchia apprensione a seguito dell’ulteriore intensificazione del super-tifone “Soudelor”, ormai evoluto in un potentissimo ciclone tropicale di 5^ categoria Saffir-Simpson, capace di sfornare venti molto violenti, che raggiungono i 280-290 km/h nell’area attorno l’occhio centrale, e con raffiche di gran lunga superiori, in grado di toccare la soglia dei 350-360 km/h. “Soudelor” è il sesto ciclone tropicale di categoria 5 osservato quest’anno nel pianeta, e probabilmente anche il più violento di tutti, almeno per ora, visto che la stagione dei tifoni andrà avanti anche per buona parte dell’autunno.

Fra il 2014 e il 2015 “Soudelor”, come intensità, può essere paragonato al super-tifone “Vongfong” che durante la fase di rapida intensificazione sul Pacifico occidentale fece registrare un minimo di pressione da capogiro, sceso sui 900 hpa. I tifoni che raggiungono questa intensità, a causa della fortissima forza centrifuga interna, presente all’interno del nucleo centrale del ciclone tropicale, possono presentare al loro interno i famosi “Pin Wheel Eye”. Difatti i “Pin Wheel Eye” si osservano solo all’interno dei cicloni tropicali più profondi, sovente quelli di 4^ e 5^ categoria Saffir-Simpson, dotati di una forza centrifuga molto potente.

Il super-tifone “Soudelor” osservato dal satellite visibile durante la fase di massima intensità (credit NASA)
Il super-tifone “Soudelor” osservato dal satellite visibile durante la fase di massima intensità (credit NASA)

Lo sviluppo dei “Pin Wheel Eye” all’interno di un profondo ciclone tropicale segnala la formazione di fortissimi “gradienti di vorticità” localizzati lungo i lati dell’occhio centrale. Queste forti differenze di vorticità, che si riscontrano durante la fase di approfondimento dei cicloni più intensi, favoriscono la nascita di questi piccoli vortici secondari, del tutto autonomi, che ruotano dentro l’occhio della profondissima depressione tropicale. Poco dopo il passaggio ravvicinato sulle Marianne settentrionali, avvenuto lo scorso fine settimana, la tempesta, trovandosi a scorrere sopra un tratto di acque molto calde e particolarmente profonde, con valori sui +29°C +30°C, in un’area con debole “Wind Shear”, si è velocemente evoluta in un impressionante super-tifone di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi che sono stati capaci di superare la soglia dei 250-260 km/h. In poche ore “Soudelor” è divenuto un vero e proprio mostro, con un poderoso rafforzamento della forza centrifuga interna che ha agevolato lo sviluppo di un occhio centrale ben delineato, completamento libero dalle nubi.

Come avviene sovente in questi casi la considerevole intensificazione dell’attività convettiva attorno i lati dell’uragano, ha liberato una gran quantità di energia che oltre ad approfondire la già intensa circolazione ciclonica, nei medi e bassi strati, ha reso il “gradiente barico orizzontale” ancora più esplosivo, rendendo i venti ciclonici sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata, con violentissimi “venti di sbarramento” che hanno raggiunto picchi di oltre i 260 km/h nell’area attorno l’occhio centrale. In questa fase si è così attivato il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia del tifone, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, hanno contribuito a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che sono state ben alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico occidentale, nel tratto ad ovest delle Marianne.

Una delle immagini più spettacolari del super-tifone “Soudelor” all’infrarosso

La notevole intensificazione del processo di “autoalimentazione” del potente ciclone tropicale, contraddistinto dallo sviluppo di poderosi moti ascensionali che condensando in imponenti nubi temporalesche le grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalla superficie oceanica, aumentando in tal modo l’instabilità atmosferica, ha accompagnato il drastico tracollo della pressione barometrica nei pressi dell’occhio centrale di “Soudelor”, scesa fino ad un minimo barico di ben 900 hpa, trasformandolo in un perfetto e pericolosissimo uragano di 5^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi, che hanno raggiunto i 250-260 km/h, nel corso della giornata odierna. I violentissimi e turbolenti venti ciclonici, spazzando una ristretta area di oceano a nord-ovest delle Marianne, hanno alzato ondate di “mare vivo” davvero enormi, che hanno raggiunto picchi di oltre i 10-12 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale del super-tifone. Il moto ondoso creato dai violenti “venti di sbarramento”, che ruotano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, è molto confuso, presentandosi con onde davvero molto grosse, per non dire impressionanti, provenienti da più direzioni.

La traiettoria del super-tifone per i prossimi giorni.

Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi. Tali condizioni meteo/marine estreme rendono la navigazione marittima proibitiva per le navi di piccola e media stazza, alle quali sovente è consigliato un passaggio lungo la periferia della circolazione ciclonica, evitando di imbattersi nelle tempeste più violente che si concentrato a ridosso dell’occhio centrale. Purtroppo, pur scaricando gran parte della propria forza in pieno oceano Pacifico, nel corso del prossimo fine settimana il super-tifone “Soudelor” rischia di rappresentare una grave minaccia per la parte più settentrionali dell’isola di Taiwan. Un suo passaggio molto ravvicinato rischia apportare forti precipitazioni, di carattere anche torrenziale, e venti molto forti che potranno causare intense mareggiate lungo le coste settentrionali di Taiwan, ed in modo particolare nell’area metropolitana della capitale Taipei.

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Seguendo questa particolare traiettoria, che lo spinge gradualmente verso ovest-nord/ovest, il tifone, pur indebolendosi alla 4^ categoria Saffir-Simpson, passando molto vicino la costa nord-orientale di Taiwan determinerà precipitazioni molto intense sulle coste settentrionali e l’avvento di venti molto forti, generalmente da N-NE o NE, sulle coste orientali e settentrionali di Taiwan, inclusa l’area della capitale Taipei che fra venerdì e sabato rischia di essere battuta da forti raffiche da N-NE e NE e intensi scrosci di pioggia. Le precipitazioni più intense dovrebbero colpire proprio il settore nord-orientale dell’isola, data l’intensa ventilazione da N-NE di ritorno che sbatterà masse d’aria molto umide verso i contrafforti montuosi del vicino retroterra, dando così origine ad un notevole effetto “stau” (sbarramento orografico), specie nell’area attorno la popolosa capitale Taipei, dove potranno cadere oltre 150-200 mm d’acqua.

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Le forti raffiche di vento, in genere da NE o N-NE, che nel weekend interesseranno Taipei faranno oscillare, anche se di pochissimi millimetri, il famoso “Taipei 101”, il terzo grattacielo più alto al mondo dopo la “Burj Khalifa” di Dubai (attualmente il grattacielo più alto del pianeta) e “l‘Abraj Al Bait” di La Mecca. Ma grazie alla costruzione della grande sfera d’acciaio del diametro di 5.5 metri, costituita da 41 dischi e del peso di 660 tonnellate, sostenuta da otto pompe idrauliche situate all’interno dell’edificio tra l’87º e il 92º piano, tali oscillazioni suscitate dalle forti raffiche di vento verranno prontamente controbilanciate. Nella giornata di sabato “Soudelor”, mantenendo lo status di tifone, tenderà a virare più verso nord-ovest, in direzione delle coste orientali cinesi, dove con molta probabilità effettuerà il “landfall” definitivo entro la prossima settimana. In tal caso “Soudelor” comincerà a rappresentare una seria minaccia per le coste cinesi orientali, per le forti piogge e le intense mareggiate. In molte province le autorità cinesi saranno costrette a imporre delle evacuazioni.