La Scienza della Vita di Fritjof Capra: per la Società Reticolare

La collana La Scienza come un Romanzo- libri Corriere della Sera, ripropone uno dei libri più programmatici di Fritjof Capra, celebre Fisico

Recensione di Roberto Guerra – LE CONNESSIONI NASCOSTE FRA LA NATURA E GLI ESSERI VIVENTI. Edito all’inizio del nuovo secolo (e millennio), Rizzoli, ora la collana La Scienza come un Romanzo- libri Corriere della Sera, ripropone uno dei libri più programmatici di Fritjof Capra, celebre Fisico, diventato noto per nuovi paradigmi scientifici antiscientisti, ricordiamo solo il “classico”, ormai La Fisica del Tao (Adelphi, recensito positivamente a suo tempo anche da Le Scienze). Con La Scienza della Vita, Capra, illustra compiutamente come dal titolo esplicito la necessità urgente di una nuova visione sistemica della scienze sociali alla luce della rivoluzione cibernetica e poi informatica, con raro equilibrio sincronizzata con la parallela rivoluzione ecologica contemporanea. Nel libro anche esplicite posizioni filoambientaliste, Capra anche attivista quasi militante, viste come alternative, sulla scia del successo di quegli anni dei Verdi tedeschi e dei primi movimenti pre indignados nascenti dalla Rete… del Web. Il libro tutt’oggi suona e anche di più come una utopia ma atopica, possibile, ante litteram per certa previsionalità nel divenire storico puntualmente verificatosi negli anni seguenti, primo e metà secondo decennio del 2000, anche se le pagine vanno relativizzate e storicizzate. In questo libro certa già analisi critica di Capra, ispirato in particolare dalle analisi sulla nuova società informatica in particolare di M. Castels (fine anni 90) sull’effetto dei nuovi paradigmi reticolari, intesi in senso bio/geo politico, una revolution strutturale con la nascita dell’attuale turbocapitalismo e la nuova Finanza globale elettronica, è persino diventata solare e esplosiva alla luce della crisi poi generale in atto dal 2007 circa, in Occidente e nel mondo globalizzato. Nel libro già tutti i germi diagnosticati, gli antivirus fondamentali da Capra delineati pur relativamente ambigui: la svolta impellente da un sola New Economy vista come Automa ormai sfuggito al controllo stesso delle multinazionali, della Banca Mondiale, del WTO, degli economisti e degli analisti “classici” stessi, per unaCybereconomy di forte matrice sistemico-ecologica, dall’Organizzazione della Macchina all’organizzazione realistica almeno parzialmente e in questo letteralmente in senso sistemico dell’Uomo-Macchina (con le persone, la cultura, la politica viste come Rete biofila e non paleomeccanicistica) non si è affatto verificata. Oggi, riassumendo, il libro di Capra suona metaforicamente vivente e meme potenziato come una diagnosi aperta della storia dell’economia globalizzata attuale. Capra ha probabilmente (col senno di poi) sottovalutato lo shock del futuro di memoria magari Toffleriana o il sonnambulismooriginario previsto dallo stesso McLuhan (tanto per citare autori precursori in tal senso di Capra e dello stesso Castels e altri, gli stessi sempre sullo sfondo Gregory Bateson e Jeremy Rifkin; nello stesso tempo sopravvalutato proprio il movimento ambientalista, via via autocircuitato in posizioni spesso neoluddiste e antisistemiche nonostante certa matrice: Reti dogmatiche o ingenue o troppo antagoniste, incapaci di captare proprio l’essenza misteriosa e non lineare del Potere tecnocratico attuale, in flagrante contraddizione, appunto, con i file conoscitivi per la futura societ° della conoscenza, straordinariamente illustrati da Capra stesso. Eccessi di fiducia in certo ecologismo militantizzato e anche replicante i primitivismi del 68 (certa Silycon Valley parallela attraversava quella fenomenologia storica ma da ben altre matrici, certamente antipolitichesi e figlie forse più del grande balzo quantico post Viaggi spaziali verso il Futuro e infatti i pionieri scelsero il viaggio del Computer e non delle Comuni, Mao Tze Tung e l’LSD…); certo iato appare flagrante oggi tra certa logonica (Sivio Ceccato…) del senso inferibile da paradigmi appunto postcibernetici e sistemici non lineari, quindi im-prevedibili (con la lineetta) almeno e il programma alternativo, sia pure Nuovo Capitalismo Naturale, appunto sviluppatosi poi sempre con troppi toni antagonisti, spesso scientificamente discutibili e in formule quindi paradossalmente ancora lineari e poco aperte e dinamiche, se non antidemocratiche, piaccia o meno (I No global sono il sintomo), ostili alla tecnoscienza e al futuro. Certo ecologismo prevalente, ragione o meno su certi temi epocali (cambiamento climatico ecc.) attraversa tutt’oggi con le medesime ambiguità le news generazionali pur propulsive nativo digitali degli Indignados ecc., i Verdi in Italia ad esempio sono estinti elettoralmente (Beppe Grillo e i 5 Stelle gli eredi ma ben diversi e comunque con le stesse X) in Europa presenti tutt’oggi, ma con certa Forza chiaramente diluita e quasi liquificata... E i Pirati sembrano ancora fuochi d’artificio… Capra nel libro spiegava già nel 2000 il rischio dell’Instabilità caotica dopo la svolta informatica e del Mercato Globale basato su tale matrice liberante ma invasiva, desiderante ma alienante e omologatrice. Tuttavia la nuova visione sistemica e reticolare, come poi in altri campi conoscitivi (l’arte contemporanea stessa), va mixata non con il vecchio Capitalismo, ma con il parallelo trasversale ancora giovane paradigma meccanicistico celeste (meno riduzionista della percezione generale profana o paleoumanistica). Perché il Dubito Ergo Sum di Cartesio, la forza della matematica e la Natura non sono solo costruzione mentale umana, in ogni caso attraversano la nostra bolla di specie, il nostro multiverso specifico.