Quarant’anni fa nasceva Pong, un programma che riproduceva in modo stilizzato il gioco del ping-pong ovvero due barrette laterali che si ‘rimbalzavano’ una pallina
In principio fu il flipper, che negli anni ’50 faceva bella mostra di sé in ogni sala giochi. Poi, l’elettronica ha cominciato a farsi strada anche nelle sale giochi con Pong, il capostipite di ogni consolle moderna, un programma che riproduceva in modo stilizzato il gioco del ping-pong (da cui il nome), ovvero due barrette laterali che si ‘rimbalzavano’ una pallina. Esattamente quarant’anni fa, il 3 agosto del 1975, fu lanciata sul mercato dalla Atari anche la versione domestica del gioco, costituita da una consolle da collegare alla propria televisione. Fu una vera rivoluzione. Ma, prima di arrivare a questa fase ‘casalinga’, furono necessari diversi passaggi: Nolan Bushnell e Ted Dabney, fondatori di Atari nel 1972, quello stesso anno assunsero il giovane ingegnere elettronico statunitense Allan Alcon, affinché sviluppasse per loro un gioco semplice, divertente e innovativo. Alcorn si dedicò anima e corpo al progetto e tre mesi dopo mostrò il primo prototipo di Pong, che all’inizio era contenuto in una sorta di scatolone. Bushnell e Dabney, per verificarne le potenzialità commerciali, lo installarono per prova in un bar locale, la ‘Andy Capp’s Tavern’ di Sunnyvale, in California: il successo fu enorme. Pare che, solo pochi giorni dopo averlo installato, il gioco smise di funzionare perché le troppe monete inserite dai giocatori ne avevano bloccati i circuiti di funzionamento.
