Prime nevicate di stagione sul nord della Siberia, i termometri scivolano sotto i +0°C
Come avevamo già anticipato nei giorni scorsi il cambio di circolazione sul mar Glaciale Artico comincia ad avvertirsi sul nord dell’Eurasia. Il progressivo indebolimento dell’insolazione diurna, che caratterizza l’ultima decade di Agosto, sta favorendo l’avvento dei primi freddi stagionali sulle lande settentrionali siberiane, che si preparano all’arrivo della lunga e gelida stagione invernale.
In diverse località siberiane, soprattutto lungo la costa artica ed in Jacuzia, già sono state archiviate le prime deboli gelate che sentenziano l’inizio della stagione autunnale alle alte latitudini. Nel celebre villaggio di Ojmjakon è stata registrata una temperatura minima di -3.4°C per le prime significative inversioni termiche. Ormai, con la fine dell’estate e il calo della grande oscurità sul vasto oceano Artico si avvia il forte raffreddamento autunnale che tende a rinvigorire la figura del vortice polare troposferico, favorendo l’avvento delle prime grandi gelate autunnali oltre il Circolo Polare Artico. Proprio negli ultimi giorni, a seguito di un considerevole irrobustimento della figura ciclonica del vortice polare troposferico, spaccato in due lobi ormai pienamente autonomi, centrati rispettivamente, fra il mare di Beaufort e l’Artico canadese, e sulla costa artica della Siberia centrale, a ridosso della penisola di Tajmyr, in gran parte della regione artica si è avviato un graduale raffreddamento che ha fatto sprofondare i valori termici ben al di sotto della soglia dei -10°C -15°C a livello del mare.

Basti pensare che l’isoterma di -4°C alla quota di 850 hpa dovrebbe scivolare fra il settore più orientale del bassopiano della Siberia occidentale e l’altopiano della Siberia centrale, contribuendo ad incrementare ulteriormente il raffreddamento dello strato d’aria prossimo al suolo. Nei giorni a seguire l’insistenza di questo vasto ciclone extratropicale a cuore freddo riuscirà a spingere un blocco di aria molto fredda verso la Siberia centrale, al di sotto dei i 60° di latitudini nord. Questa prima fiondata artica nel territorio siberiano potrebbe già in anticipo spianare la strada al grande raffreddamento tardo autunnale (“raffreddamento pellicolare”) che nel corso dei prossimi mesi contribuirà a formare il futuro anticiclone termico sulle vaste lande euro-asiatiche. Tale processo, che normalmente comincia a verificarsi nel mese di Novembre, sarà anche favorito dalla notevole estensione dei territori innevati di fresco, fino all’estremo nord della Manciuria e al nord della Mongolia, sottoposti all’effetto “Albedo”.
Queste nevicate anticipate sull’area siberiana potrebbero avere una diretta correlazione fra lo scioglimento dei ghiacci marini dell’Artico e l’indebolimento del “getto polare”. Il rapido scioglimento dei ghiacci marini del mar Glaciale Artico, nel periodo estivo, promuove una maggiore evaporazione che incrementa la nuvolosità e le precipitazioni durante il periodo autunnale, fra Settembre e Ottobre, favorendo l’avvento di nevicate sempre più premature e intense, quanto frequenti, fra la regione artica canadese e la vasta area siberiana. La neve, depositando i primi soffici accumuli sopra le immense lande della Siberia e dell’Artico canadese, permette un più rapido raffreddamento di queste, a causa dell’attivazione dell’effetto “Albedo” che tende a rafforzarsi man mano che si avvicina l’ultima decade di Ottobre e il mese di Novembre, quando l’insolazione si indebolisce portandosi ai minimi stagionali, mentre oltre il Circolo polare cala la grande oscurità invernale.
