Rara “supercella temporalesca” riesce a svilupparsi nell’estremo nord-ovest della Russia

Inedita “supercella temporalesca” nel nord-ovest della Russia europea, a due passi dalle coste artiche

L’estate 2015, con le sue continue ondate di calore (provenienti dalle latitudini sub-tropicali), di tanto in tanto inframezzate da brevi avvezioni fresche provenienti direttamente dall’Atlantico settentrionale, fino ad oggi si sta rilevando una stagione ricca di fenomeni temporaleschi particolarmente estremi sul territorio russo. Lo scorso mercoledì 29 Luglio 2015 una serie di spettacolari sistemi temporaleschi, di natura “supercellulare”, si sono sviluppati sopra le pianure della Russia nord-occidentale, apportando forti rovesci temporaleschi, accompagnati da forti colpi di vento, attività elettrica a fondoscala e grandinate anche di forte intensità.

Credit image Severe Weather RU
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Alcune di queste “supercelle temporalesche” hanno assunto caratteristiche tornadiche, anche se dalle cronache russe fino ad ora non sono stati segnalati avvistamenti di tornado. I fenomeni più intensi nel pomeriggio di mercoledì 29 Luglio hanno interessato la regione di Arcangelo, poco distante dalla costa artica russa affacciata sul mar Bianco, dove a seguito della formazione di una imponente “supercella” nelle pianure poco a sud-est della città di Arcangelo, si sono verificate forti grandinate che hanno danneggiato decine di veicoli e campi coltivati. L’imponente “mesociclone” ha prodotto una impressionante “nube a mensola” che ha oscurato temporaneamente il cielo sulla regione, posizionandosi sulla “rain-free base”, ossia l’area senza precipitazioni dove prevalgono i moti ascensionali e le nubi condensano, a una quota inferiore rispetto a quelle circostanti. La “supercella”, prima di sfaldarsi e decadere in serata in una “Cella temporalesca” (priva del “mesociclone”) ha scaricato forti rovesci temporaleschi e grandinate con forti colpi di vento su una vasta area dell’Oblast’ di Arcangelo, ben oltre i 60° di latitudine nord, nel cuore della Russia settentrionale. Osservare simili strutture temporalesche “mesocicloniche” nell’estremo nord della Russia europea è piuttosto difficile anche in piena estate (la stagione dei temporali).

L’impressionante foto della “supercella” mentre transitava nell’Oblast’ di Arcangelo. Credit Severe Weather RU

Ma dopo periodo di caldo molto intenso ed esagerato fin sulle coste sul mar Bianco e sul mare di Barents non c’è poi così tanto da stupirsi. La spettacolare “supercella temporalesca” che ha investito l’Oblast’ di Arcangelo si è sviluppata lungo il settore pre-frontale di una più ampia circolazione depressionaria che abbracciava tutta la Scandinavia e la Russia più occidentale. Gli elevatissimi valori di “Shear” del vento hanno impresso una significativa rotazione alle nubi temporalesche, con il conseguente sviluppo del “mesociclone” che ha trasformato il temporale, inizialmente non “mesociclonico”, in un sistema di chiara natura “supercellulare”, dotato di una propria rotazione interna. In particolare la presenza nella media troposfera di una marcata componente sud-occidentale, mentre nei bassi strati dominava una ventilazione prevalentemente meridionale piuttosto tiepida, ha collaudato per bene la rotazione fra i medi e i bassi strati della troposfera, favorendo lo sviluppo di intensi “updrafts roteanti” che hanno dato origine a questa “supercella” nell’estremo nord-ovest della Russia.

La “supercella” durante la sua fase avanzante nella regione di Arcangelo. Credit Severe Weather RU

All’intenso “Wind Shear” si è aggiunto pure il notevole riscaldamento del terreno, a seguito dell’intensificazione del soleggiamento e dell’avvezione calda presente nei bassi strati. I terreni tendendo sempre più a scaldarsi durante le ore centrali del giorno, immettendo nell’atmosfera una maggiore quantità di calore (specie negli strati d’aria prossimi al suolo) che fa aumentare le temperature dell’aria, anche oltre i +25°C +27°C. Questo maggior apporto di calore, indotto dalla graduale intensificazione dell’insolazione diurna che surriscalda per bene i terreni, in stabilizzando la colonna d’aria sovrastante, per l’inasprimento del “gradiente termico verticale” (fra l’aria sempre più mite nei bassi strati e l’aria fredda che scorre alle quote superiori della troposfera) che spesso vengono identificati nella genesi di addensamenti cumuliformi, piuttosto sviluppati in altezza, nelle ore centrali del giorno, specie se in presenza di importanti “gradienti termici verticali”, che vengono poi inaspriti dall’isolamento nei bassi strati di un “cuscino d’aria calda e umida”, lasciato in eredità da una precedente avvezione calda.