Modificando uno dei più comuni batteri usati nei laboratori, i ricercatori coreani sono riusciti a obbligare questi microrganismi a produrre una molecola che ha diffuse applicazioni industriali,
Batteri sono stati trasformati in fabbrica per produrre una sostanza chimica largamente usata dall’industria e finora prodotta solo a partire dal petrolio. Ci sono riusciti ricercatori guidati da Sang Yup Lee dell’istituto coreano di tecnologia Kaist modificando geneticamente il batterio piu’ conosciuto nei laboratori di tutto il mondo, l’Escherichia coli. Il metodo descritto sulle pagine di Scientific Reports ha permesso di produrre diamminopropano 1,3, una sostanza usata per creare resine, prodotti farmaceutici e agrochimici. Produrre molecole fondamentali per il mondo dell’industria chimica, i ‘mattonicini’ basilari necessari a creare molecole complesse, in maniera sostenibile e da fonti ‘rinnovabili’ e’ una delle grandi sfide della ricerca. Modificando uno dei piu’ comuni batteri usati nei laboratori, i ricercatori coreani sono riusciti a obbligare questi microrganismi a produrre una molecola che ha diffuse applicazioni industriali, per la creazione di fibre come il nylon fino ai farmaci. Tradizionalmente questa molecola, detta diamminopropano 1,3, viene prodotta come moltissime altre sostanze a partire dal petrolio. Per arrivare all’obiettivo i ricercatori hanno per prima cosa simulato al computer la possibili catene di istruzioni molecolari necessarie per la produzione delle molecola voluta e successivamente creato e inserito nel Dna del batterio dei geni sintetici adatti allo scopo. I microrganismi cosi’ modificati sono capaci di produrre abbondanti quantita’ di diamminopropano 1,3 usando semplicemente composti organici digeriti dalla cellula. Una nuova tecnologia che come spiegano i ricercatori potrebbe essere alla base di una nuova tipologia di industria chimica non piu’ basata sul petrolio ma usando semplicemente biomasse rinnovabili.
