Secondo lo studio realizzato in Georgia, le piante parassite hanno dei recettori capaci di captare nel terreno il rilascio degli ormoni da parte delle radici delle piante mature, loro potenziali “vittime”
Un gruppo di ricercatori internazionali, coordinati dall’universita’ della Georgia, ha scoperto come le cosiddette piante parassite riescono a sapere qual e’ il momento migliore per attaccare la pianta cui ‘ruberanno’ tutti i nutrienti necessari per la loro sopravvivenza. Secondo la ricerca, pubblicata su Science, le piante parassite riescono ad individuare la presenza di altre piante grazie ad una sorta di ‘radar’ in grado di percepire gli ormoni che queste rilasciano nel suolo: e’ proprio in quel momento – sostengono i ricercatori – che le piante parassite attaccano le radici delle altre piante. Quando le radici crescono rilasciano nel suolo ormoni chiamati strigolattoni, un segnale che aiuta i funghi a formare un legame vantaggioso con la pianta, con cui scambia i nutrienti. I ricercatori hanno scoperto che i semi delle piante parassite riescono a percepire gli strigolattoni germinando di conseguenza e attaccando le radici. Grazie a questa scoperta, i ricercatori sperano di sviluppare nuovi metodi per contrastare le piante parassite, creando ad esempio composti sintetici che interferiscano con i recettori che le piante parassite usano per rilevare gli strigolattoni o sviluppando sostanze chimiche che imitano questi ormoni in modo da far crescere le piante parassite quando non ci sono i raccolti.
