S.O.S alga tossica lungo le coste pugliesi: cos’è l’Ostreopsis ovata e come evitarla

L’Ostreopsis ovata è una microscopica alga tossica unicellulare del gruppo delle Dinoflagellate che si sta prolifera per via di alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo superiore a 10-15 giorni e assenza di vento

L’alga tossica, in questi ultimi giorni, sta minacciando nuovamente le coste pugliesi. Si tratta dell’Ostreopsis ovata, riconoscibile per la presenza di chiazze schiumose biancastre e marroni in superfici, con l’opalescenza dell’acqua, per via della presenza di materiale gelatinoso in sospensione sott’acqua e la formazione di una pellicola bruna e membranosa sugli scogli e sui depositi del fondo. Si tratta di una microscopica alga unicellulare, del gruppo delle Dinoflagellate, che vive di solito nelle calde acque dei mari tropicali, probabilmente introdotta accidentalmente nel Mediterraneo tramite le acque di zavorra delle navi.

ALGATOSSICA: MINISTRO AMBIENTE MANDA TECNICI A GENOVAL’alga, segnalata sulle coste pugliesi nel 2000/2001, prolifera per via di numerosi fattori ambientali tra cui: alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni, assenza di vento. L’Ostreopsis ovata può provocare, nei bagnanti, sintomi come febbre superiore a 38 gradi, cefalea, riniti, faringiti, laringiti, congiuntiviti, vomito, dermatite. I sintomi, che si presentano dopo alcune ore, di solito regrediscono dopo 1-2 giorni. I sintomi compaiono soprattutto dopo mareggiate che favoriscono la formazione di aerosol marino che può diffondere le tossine nell’aria. Diversi monitoraggi hanno evidenziato che, in concomitanza con le elevate concentrazioni di Ostroepsis nelle acque e sui fondali, si verificano morie e/o sofferenze di organismi marini (stelle marine, ricci, granchi, molluschi cefalopodi ecc. In caso di certificata fioritura o bloom (milioni di alghe per litro d’acqua marina), evitate di stazionare lungo le coste rocciose durante le mareggiate, limitate il consumo alimentare di organismi, come i ricci di mare che, a causa della loro eco-biologia, brucando sulle alghe, potrebbero accumulare le tossine. Rispettate sempre i divieti di balneazione. Il trattamento prevede il lavaggio vigoroso con acqua e sapone, strofinando con alcool per massaggi. Potrebbe essere necessaria l’applicazione di lozione di idrocortisone 1% due volte al giorno.