Se proprio non si può intervenire sull’inizio delle lezioni, una più attenta programmazione potrà essere utile a ‘disegnare’ una scuola più a misura di studenti
La campanella dovrebbe suonare più tardi anche nelle scuole italiane. “Anche se questo potrebbe comportare numerosi problemi organizzativi per le famiglie. L’ideale sarebbe iniziare alle 10, e se proprio non si può ritardare l’ingresso in classe, nelle prime ore bisognerebbe programmare attività come l’educazione motoria“. Lo spiega all’AdnKronos Salute il pediatra di Milano Italo Farnetani, che appoggia l’appello dei Centers for Disease Control and Prevention americani per tutelare il sonno dei giovanissimi. “La mente dei ragazzini si ‘accende’ dopo le 10, dunque sarebbe bene tenerne conto. Inoltre il sonno è importante per tutti, piccolini e adolescenti“. Quante ore si dovrebbe dormire ogni notte? “Dipende dall’età – dice Farnetani – A 0-1 anno da 18 a 16 ore, a 1-2 anni si passa da 15 a 12 ore, dai 2 ai 6 anni da 12 a 11 ore, da 7 a 12 anni da 11 a 10 ore e infine a 13-18 anni si dovrebbe dormire almeno 8 ore a notte“. Questi però, precisa il pediatra, sono solo valori indicativi. “Esistono i piccoli dormitori, che hanno bisogno di un minor numero giornaliero di ore di sonno – spiega – e i grandi dormitori, ai quali ne servono di più“. E se gli esperti dei Cdc sottolineano come un sonno insufficiente abbia riflessi importanti sulla salute e la performance dei ragazzi, il pediatra si dice d’accordo. Per sapere quanto dovrebbe dormire il proprio figlio, “basta osservare cosa fa il giorno dopo: dorme a sufficienza – prosegue il medico – se quando va a letto si addormenta subito e il giorno successivo non ha sonnolenza o mal di testa e non sbadiglia“. Farnetani invita dunque la scuola italiana a tener presente i ritmi cronopsicobiologici degli alunni: “Fino alle 10 sono ancora nella fase del risveglio, dunque non vanno mai programmati compiti in classe o spiegazioni complesse. Gli alunni capiranno meglio la spiegazione dalle 11 all’una“. Insomma, se proprio non si può intervenire sull’inizio delle lezioni, una più attenta programmazione potrà essere utile a ‘disegnare’ una scuola più a misura di studenti.
