“L’astronomo dilettante decide in piena libertà come, quando, cosa osservare e a quale livello. L’unico inconveniente è che nessun astronomo amatoriale viene pagato, neanche emigrando su altri pianeti”
Chissà se nella notte di San Lorenzo, guardando la prima stella cadere, qualcuno esprimerà il desiderio di diventare astronomo. E’ una branca delle scienze che appassiona e affascina fin da piccoli, quando ci si interroga sui misteri e sulla vita delle stelle. E se poi, da grandi, si volesse trasformare una passione in professione, cosa c’è da sapere? Sicuramente, che la strada è lunga e che la fuga dei cervelli è in agguato. In ogni caso, a fornire una guida in tre mosse per aspiranti astronomi è il portale ‘Soldi e lavoro’.

Secondo consiglio: “Il percorso di studi che devi seguire è basato sullo studio delle scienze: diplomati presso un liceo scientifico o tecnologico per acquisire le conoscenze necessarie che ti permetteranno di affrontare meglio gli studi universitari. Se non abiti nelle vicinanze di Bologna o Padova e quindi non hai la possibilità di iscriverti al corso di laurea in astronomia, puoi sempre iscriverti al corso di fisica più presenti negli altri atenei”.
Terzo: “Il corso di laurea ha durata di quattro anni; se ti iscrivi a fisica ti consiglio di scegliere l’indirizzo astronomico. Dopo la laurea partecipa ai concorsi di dottorato pubblicati dalle varie università in modo da migliorare la tua preparazione”. “Come astronomo puoi lavorare non solo presso osservatori ma anche presso società aerospaziali, presenti soprattutto nel centro Europa”, conclude la guida.
Infatti, come spiega Daniele Gasparri, giovane autore e divulgatore scientifico, nel suo blog, “per diventare astronomi professionisti è necessario seguire un percorso di studi universitari lunghi e spesso piuttosto difficili, ma con passione e buona volontà tutti possono ambire a questa professione”. “Si inizia con una laurea triennale in astronomia – conferma – oppure in fisica. Si deve poi proseguire con una laurea magistrale di due anni in astrofisica o cosmologia, poi vincere una borsa di studio per un dottorato di tre anni, fortunatamente pagato (ma molto poco in Italia, e non per tutti!). Alla fine dei tre anni si diventa a pieno titolo dottori in astronomia e ricercatori”. A questo punto, però, la strada è tutta in salita. “Si può partecipare a concorsi – afferma – e inviare il proprio curriculum in giro per il mondo, aspettando pazientemente che qualche università o centro di ricerca sia interessato. Le possibilità di lavoro in Italia sono purtroppo quasi nulle nel settore della ricerca”. “Molti astronomi trovano occupazione in aziende private specialmente come programmatori, oppure intraprendono la difficile strada dell’insegnamento. Le prospettive sono migliori all’estero”, avverte Daniele Gasparri.
