Tra scienza e anti-scienza: le scie chimiche e le “armi esotiche”
La sottile linea che divide scienza e scemenza affascina, purtroppo, l’immaginario di giovani ed adulti, suscitando curiosità e stupore. Un’evoluzione che defluisce nella convinzione che ciò che è verità per se stessi deve divenire verità universale anche per gli altri. Gente che diluisce e combina i propri umori arrivando a concepire pseudo teorie scientifiche le quali, attraverso una discutibile divulgazione da parte di media ed editori concilianti, danneggiano la cultura. La Scienza ha delle regole precise. Cinque per cinque fa venticinque e se qualcuno sostiene che il risultato invece è 30 deve dimostrarlo. La Scienza non deve dimostrare che le ‘Scie Chimiche’ sono una bufala. Sono i cosiddetti ‘ricercatori’ attivisti che devono dimostrarne l’esistenza seguendo, però, determinate regole. Servono prove documentate ma, soprattutto, disponibili alla comunità scientifica.
Ciò che desta ‘scalpore’, questa volta, è la rivelazione dell’ennesimo strumento di ‘distruzione’ di massa: le cosiddette ‘ARMI ESOTICHE’. E non stiamo parlando di frutti avvelenati quali mango, papaya, avocado e maracuja da servire sulle nostre tavole…. bensì le temibili ‘onde scalari’ di Thomas Bearden o, addirittura, le micidiali V-Shaped, tracce di una manipolazione meteorologica.

Per quanto riguarda, invece, i sistemi temporaleschi a “V”, meglio classificati appunto con il termine di “V-Shaped”, si afferma che sono frutto di “ …..una guerra silenziosa che si conclama nei sempre più frequenti disastri meteorologici, caratterizzati ora da periodi siccitosi ora da terribili ‘bombe d’acqua’….dovuti ad un artificiale riscaldamento della bassa e media atmosfera, indotto dalla diuturna diffusione di metalli elettroconduttivi in nanoparticolato, in sinergia con emissioni elettromagnetiche per mezzo di radar e satelliti in banda Ka….”.
A tale proposito giova ricordare che i sistemi temporaleschi a “V”, meglio classificati appunto con il termine di “V-Shaped”, sono dei potenti sistemi temporaleschi a mesoscala di tipo lineare la cui caratteristica principale, ahinoi, è quella di assumere carattere autorigenerante quando transitano sopra un ampio tratto di mare, con temperature delle acque superficiali piuttosto miti (non necessariamente calde. In genere si formano in presenza di forti aeree d’instabilità, lungo il settore caldo (flusso pre-frontale) di una circolazione depressionaria, strutturata nei medi e bassi strati, o nel ramo ascendente di una lunga saccatura, che affonda direttamente dalle alte latitudini, attivando sul lato orientale di quest’ultima un intenso flusso di correnti meridionali a tutte le quote, con notevoli velocità nella media e alta troposfera (flussi in genere da Sud, S-SO e SO).
- Chiarire che genere di concetto hanno i Marcianò dei campi scalari, poiché temo che non sia molto chiaro.
- I primi studi sugli MCS V-Shaped risalgono ai primi anni ’50 (Buros, Harrold, Chain, Roach, et al.).
- Ripassare (bene) i principi di funzionamento dei radar, anche qui mi pare ci sia parecchio lavoro da fare.
- Fenomeni di questo tipo sono in aumento (specie in relazione all’intensità) non perché usiamo troppo il tostapane, ma perché i bassi strati troposferici e le temperature superficiali marine, stanno diventando troppo caldi, ed una delle principali forzanti è attribuibile alla sempre maggiore concentrazione di gas serra di origine antropica. Per cui sotto certi aspetti comuni non sono, ma la spiegazione è molto più semplice di ciò che può sembrare, se è vero che l’equazione di Clausius-Clapeyron ci dice che aumentando di un grado la temperatura dell’aria l’atmosfera è in grado di trattenere il 7% in più di acqua sotto forma di vapore acqueo.Tutti gli AOGCM indicano come segnale prevalente (da decenni) una intensificazione dell’intensità media di precipitazione nell’unità di tempo; ed è quello che sta accadendo.
- Finalmente una l’hanno azzeccata (probabilmente per caso)….. gli uragani si formano solo negli oceani, e continuano a farlo del resto. Non si ha traccia di uragani formatisi al di fuori degli oceani, salvo i casi nei quali fenomeni di diverso tipo sono stati erroneamente scambiati per uragani.
- I temporali a supercella non necessitano affatto di terreni aridi per innescarsi. Le supercelle ed i tornado più intensi sono una caratteristica delle medie latitudini a prescindere dalla natura dei terreni. E’ infatti a queste latitudini che si possono combinare quei fattori che portano alla formazione di una supercella, a cominciare dal più importante, l’esistenza a breve distanza tra masse d?aria diversa, una calda, sia di tipo umido sia di tipo secco, e l’altra più fredda.Le supercellule sono più frequenti sulla terraferma, in primis nelle grandi pianure USA, poi nelle aree pianeggianti dell’Europa e nelle grandi pianure del Gange e del Brahmaputra, che alla fine dell’inverno rientrano all’interno della fascia climatica delle medie latitudini. Comuni sono pure i tornado nelle pianure della Cina, dell’Argentina, del Sud Africa e dell’Australia. I territori pianeggianti, pur non godendone l’esclusiva, sono favoriti perché non entrano in competizione con la circolazione propria della supercella temporalesca, che può essere fortemente disturbata dalla presenza di rilevi ad alta pendenza. Il confronto a distanza ravvicinata tra aria tropicale e aria polare rende la corrente a getto d’alta quota molto intensa, aumentando lo shear del vento. Ed è il windshear cosiddetto positivo (speed, directional, di alto, medio e basso livello) che rappresenta l’elemento fondamentale per l’innesco di supercelle e tornado; il tipo di suolo non c’entra nulla. Sono fenomeni che alle medie latitudini si sono sempre verificati.
- Le scie di condensazione possono formarsi anche con umidità relativa pari a zero (a meno che la letteratura sulla fisica dei cambiamenti di stato sia tutta errata e ci sia da riscrivere tutto d’accapo) purché sussistano determinati valori termici. Il vapore acqueo “mancante” è infatti contenuto nello scarico dell’aereo stesso. La stessa cosa succede alle nostre auto d’inverno quando fa molto freddo: il vapore acqueo contenuto nello scarico, sottoposto a temperature esterne molto basse, produce la classica “nuvoletta” che esce dallo scappamento, ovviamente formata da goccioline e non da cristalli di ghiaccio dal momento che le temperature in prossimità del suolo non sono sufficientemente basse (anche se di alcuni gradi sotto zero non basta, poiché l’acqua può rimanere in stato di sopraffusione).
- Le alluvioni non possono essere provocate artificialmente, quantomeno in relazione agli apporti meteorici; al limite si possono artificialmente abbattere delle dighe e provocare una alluvione, ma questo è un altro tema. Se esse si potessero provocare artificialmente agendo sulle precipitazioni, la “cosca” dei meteorologi “corrotti” alluvionerebbe per primo proprio il quartiere dei Marcianò. Il fatto che sia sempre bello asciutto direi che basta a dissipare ogni dubbio.
- “Coltre igroscopica” è una espressione priva di qualunque significato. Sempre a proposito di “mainstream”….
- Studiare approfonditamente il secondo principio della termodinamica….anche qui mi pare che si brancoli nel buio.
- Supercelle ed MCS V-shaped sono fenomeni completamente diversi. Urge mettersi d’accordo.
- Compito a casa: imparare a memoria:“Mesoscale meteorology in midlatitudes” di P. Markovski e Y. Richardson; Wiley-Blackwell edizioni e Fluid Dynamics of the Mid-Latitude Atmosphere di B. Hoskins e J.James Wiley-Blackwell edizioni.
Purtroppo se qualcuno tra indecisi, curiosi e fautori stessi del complotto, si aspettava qualcosa di nuovo e di concreto in termini di prove dall’ultima ‘fatica letteraria’ dei fratelli Marcianò sarà rimasto ancora una volta deluso. Dopotutto il materiale ‘scientifico’ che la YouTube University mette a disposizione dei ‘ricercatori’ stenta a riqualificarsi.