Siccità in Indonesia: il Governo “crea” la pioggia artificiale per salvare le colture

Gli effetti de “El Nino” in Indonesia stanno provocando uno stato grave di siccità in tutti i territori del paese: per correre ai ripari le autorità hanno messo a punto un sistema che creerà la pioggia artificiale per “refrigerare” le colture

Il Governo indonesiano, per arginare l’impatto negativo che il fenomeno de “El nino” che ha provocato nei territori uno stato di siccità prolungato, ha ben pensato che se l’acqua non intende cadere in modo naturale sarà l’uomo a “crearla”: le autorità hanno infatti predisposto un sistema di piogge artificiale, affinchè le aeree che soffrono, possano avere un minimo di refrigerio. La stagione calda e secca infatti si è prolungata ben oltre le aspettative: secondo le stime calcolate dal Ministero dell’agricoltura, il paese ha perso gran parte dei raccolti a seguito della siccità che ha colpito ben 200 mila ettari di coltivazioni.

siccitàLa creazione della pioggia artificiale è cominciata martedì, ieri, e durerà 90 giorni” ha dichiarato Heru Widodo, il responsabile del sistema tecnologico che provvederà a generare le piogge, durante una conferenza stampa in cui veniva spiegato il progetto. Sebbene l’impatto de El Nino fino ad oggi è stato valutato di livello moderato dagli esperti, ancora il peggio dovrà arrivare: infatti, l’impatto negativo tenderà ad aumentare proprio dalla fine di agosto e si prolungherà sino a Dicembre, con il culmine a Settembre, secondo quanto riferito dalle agenzie meteorologiche, climatologiche e geofisiche. Le piogge artificiali mirano a innaffiare campi di riso essiccati per risolvere il problema di carenza idrica dei sistemi di irrigazione , ha detto Widodo. Le piogge artificiali hanno iniziato ad essere “iniettate”  nei territori che si trovano ad Ovest del paese e si muoveranno verso il Centro, un’altra zona che si trova in condizione drammatiche.  Il ministero indonesiano dell’agricoltura, Amran Sulaiman, ha dichiarato che verranno inoltre distribuite migliaia di pompe per l’irrigazione agli agricoltori le cui terre sono state colpite dalla siccità. Il ministro ha precisato però che attualmente non è stata presa nessuna decisione in merito all’approvigionamento di riso attraverso le importazioni dagli altri paesi, seppur le difficoltà alimentari potrebbero iniziare a farsi sentire posto che proprio il riso, le cui colture sono state le più colpite, è la prima fonte alimentare per i 250 milioni di abitanti.