Caldo sempre più estremo in Medio Oriente, si puntano i primi +53°C all’ombra
Il gran caldo torna di nuova protagonista sui deserti del Medio Oriente. Solo nella giornata di ieri, in varie località e città del Medio Oriente, il termometro ha varcato la fatidica soglia dei +50°C all’ombra, con diversi picchi oltre il muro dei +51°C +52°C raggiunti nel sud dell’Iraq e nell’entroterra desertico del Kuwait. Proprio fra l’Iraq meridionale e il deserto kuwaitiano sono state raggiunte, proprio nella giornata di ieri, le temperature più elevate registrate sul continente asiatico dall’inizio del 2015. L’Iraq è riuscito addirittura a superare le temperature estreme, over +50°C, che solitamente, fra Maggio e i primi giorni di Giugno, si raggiungono nel Pakistan meridionale, nella regione del Belucistan, durante la fase pre-monsonica.

Tra le temperature più elevate in testa svettano i +52.8°C raggiunti a Mitribah, nell’entroterra desertico del Kuwait che attualmente rappresentano la temperatura più elevata ed estrema raggiunta al di fuori della nota “Death Valley” (la famosa depressione nel cuore del deserto della California orientale), tuttora la detentrice del record mondiale di caldo, con i suoi imbattuti +53.9°C, e dell’attuale massimo termico annuo del 2015. Record di temperatura massima mondiale che nei prossimi giorni rischia di essere nuovamente minacciato da molte località del Medio Oriente, soprattutto fra Iraq e Kuwait, che approfittando dei massimi stagionali di insolazione puntano ai primi +52°C +53°C dell’anno. Sopportare simili temperature nelle ore centrali del giorno è veramente difficile.
In tale contesto il caldo si è fatto davvero infernale, grazie anche alla presenza nei bassi strati di masse d’aria molto secche, ben compresse verso il basso dalle notevoli “Subsidenze atmosferiche” prodotte dal potente anticiclone sub-tropicale in quota, legato alla “Cella di Hadley”, che in questo periodo dell’anno domina fra l’entroterra desertico della penisola Arabica, l’area del golfo Persico, l’Iraq e l’Iran. Solitamente il muro dei +50°C all’ombra in Iraq, come sul Kuwait, in Arabia Saudita, nel sud Iran e negli altri paesi che si affacciano sulle coste occidentali del Golfo Persico, si abbatte proprio in questo periodo dell’anno, nel cuore dell’estate boreale, durante il predominio dell’anticiclone sub-tropicale permanente, legato alla circolazione della “Cella di Hadley”, che sposta il proprio baricentro dalla penisola Arabica verso l’area del Medio Oriente e le vaste distese steppiche dell‘Asia centrale, fra Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakistan. In concomitanza con la risalita verso nord, tra i 25° N e i 35° N, dell’estesa cintura anticiclonica sub-tropicale, annessa alla “Cella di Hadley”, anche il ramo principale del “getto sub-tropicale” è costretto a transitare a latitudini ancora più elevate, tra l’Europa e l’Asia centro-settentrionale, con un andamento spesso molto ondulato.
L’assenza del passaggio del ramo della “corrente a getto sub-tropicale” favorisce una persistenza dei regimi anticiclonico dinamici in quota, con il conseguente accumulo di masse d’aria molto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, sopra le vaste distese desertiche dell’area medio-orientale, fino alla media e alta troposfera. L’aria calda e molto secca, in assenza di una ventilazione significativa nella libera troposfera, ristagna fino alla media troposfera, favorendo un contemporaneo innalzamento dei geopotenziali (la quota isobarica dei 500 hpa può spingersi oltre i 6000 metri) che tendono a lambire valori elevatissimi in quota (indice di forte stabilità atmosferica che rende i cieli sereni).Alla quota di 850 hpa, tra l’area pakistana e i deserti del Medio Oriente, in questo periodo dell’anno si possono osservare isoterme di +32°C +33°C, nei casi più estremi sono evidenti anche termiche di +35°C +36°C.