Il 19 settembre 1957 gli USA danno il via al primo test nucleare sotterraneo in Nevada
Era il 19 settembre 1957 quando gli Stati Uniti d’America diedero il via al test Ranieri, ovvero la prima deflagrazione sotterranea, ufficiale, di una bomba nucleare.
Una potente arma da 1,7 kilotoni (quella che ha colpito Nagasaki aveva una potenza compresa tra i 10 e i 30 kt) esplose in un tunnel sotterraneo del Nevada Test Site, un centro di ricerca distante 65 km da Las Vegas. Il test fu attuato nel contesto dell’Operazione Plumbbob, ovvero una serie di test nucleari condotti tra il 28 maggio e il 7 ottobre di quell’anno, frutto delle tensioni dovute alla guerra fredda. Ormai da più di un decennio, infatti, il mondo vedeva contrapposti gli USA e i paesi occidentali al blocco comunista guidato dall’Unione Sovietica. La corsa agli armamenti nucleari fu dunque inevitabile e fino al 1989, anno della caduta del muro di Berlino, le due nazioni avversarie sono state sul punto di ingaggiare una vera e propria terza guerra mondiale, evitata in più casi per un soffio.
Tra il 1951 e il 1992, solo nel Nevada Test Site, gli Stati Uniti hanno effettuato più di 900 test nucleari. Nel 1963, poi, hanno firmato il Limited Test Ban Treaty, ovvero un trattato internazionale che vieta il collaudo delle armi nucleari in atmosfera ed in spazi subacquei ed esterni. Nel 1996 gli USA hanno sottoscritto il Comprehensive Test Ban Treaty, ovvero un nuovo patto che vieta detonazioni nucleari in ogni ambiente.
