Era il 13 settembre 1988 quando l’uragano Gilbert raggiunse la sua massima potenza devastando il Mar dei Caraibi e il Golfo del Messico
Si tratta del più forte uragano mai registrato fino a quel momento nell’emisfero occidentale. E’ stato denominato Gilbert e la sua potenza fu memorabile. In seguito, nel bacino Atlantico, solo l’uragano Wilma, del 2005, avrebbe avuto un più alto potere devastante. Tra i cicloni tropicali detiene ancora un primato: è stato quello che ha recato maggiori danni al Messico.

I primi danni si ebbero proprio il 12 settembre, in Giamaica, dove scatenò venti che soffiavano a 205 km/h e una pressione di 960 millibar. Venne subito classificato come un uragano di categoria 3 sulla scala Saffir-Simpson. Ma il peggio doveva ancora venire: Gilbert si intensificò arrivando a una pressione minima di 888 mbar, una delle più basse mai registrare nell’emisfero occidentale, con venti sostenuti di 295 km/h.
A causa di Gilbert diverse isole caraibiche furono evacuate ed ecco cosa si legge in un articolo di repertorio pubblicato da “La Repubblica” proprio in quei giorni: “l’intero traffico aereo e marittimo è stato sospeso; per quanto riguarda le aree costiere, urgenti provvedimenti in merito sono stati presi anche per il traffico stradale. Intanto Gilbert continua a lasciare la sua scia di morte e desolazione, spostandosi verso nord-ovest tra incessanti piogge: le regioni che hanno subito, fino ad ora, i maggiori danni sono state il Venezuela da dove l’uragano proviene, la repubblica Dominicana, la Giamaica, le piccole isole Cayman e la penisola dello Yucatan, tutte zone, queste, estremamente prese d’assalto dai turisti, in special modo quelli statunitensi. Il numero delle vittime è ancora difficile poterlo calcolare con una certa precisione poiché le notizie in merito sono contraddittorie e incerte, alcune delle zone colpite, infatti, sono tuttora isolate“.
