Accadde oggi: nel 1122 viene sottoscritto il Concordato di Worms, termina la “lotta per le investiture”

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Il 23 settembre 1122 termina la lotta per le investiture grazie al concordato di Worms

Quella di oggi è una data storica per la Chiesa Cattolica. Il 23 settembre 1122, infatti, termina ufficialmente la “lotta per le investiture”. Si tratta di uno scontro che, fino a quel momento, vide fronteggiarsi papa e imperatore, i quali pretendevano di avere nelle proprie mani sia il potere temporale che quello spirituale. La lotta per le investiture si protrasse dall’XI al XII secolo, e nacque dalla disputa tra Papato e Impero in merito a chi dovesse dare il titolo di vescovo ad un membro della società ecclesiastica, la cosiddetta “investitura episcopale”.

Concordato di WormsFu precisamente 893 anni fa, con il Concordato di Worms, che l’imperatore Enrico V e papa Callisto II posero fine alla centenaria diatriba che per lungo tempo aveva diviso la Chiesa e l’Impero in tema di nomine. Da questo momento in poi sarebbe spettata solo al papa l’investitura dei vescovi, mentre l’imperatore avrebbe gestito gli incarichi politici.

Nel contesto della lotta per le investiture è da ricordare anche la figura fondamentale di Papa Gregorio VII, il quale già nel 1075 emise il Dictatus Papae. Si tratta di un documento nato dalla Riforma gregoriana, in cui si dichiarava che il pontefice era la massima autorità spirituale e in quanto tale poteva deporre la massima autorità temporale, ovvero l’imperatore, attraverso la scomunica.

Canossa-threeQuesta volontà teocratica della Chiesa fu alla base dell’inasprimento della contesa tra papa e imperatore, all’epoca Enrico IV di Germania, che radunò 24 vescovi tedeschi e 2 vescovi italiani a lui fedeli, che dichiararono deposto il pontefice. Questo, a sua volta scomunicò l’imperatore. E da qui nacque il celeberrimo episodio passato alla storia come “l’umiliazione di Canossa“. Enrico IV, infatti, a causa della ribellione dei grandi feudatari tedeschi seguita alla sua scomunica, andò davanti al castello di Canossa, nell’Appennino reggiano, chiedendo alla contessa Matilde di mediare per lui al cospetto del Papa, che in quel periodo era suo ospite, in modo da fargli concedere il perdono. La storia vuole che l’Imperatore, vestito solo con un saio, abbia dovuto aspettare tre giorni prima di essere ricevuto e poi perdonato dal papa.

 

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