Il 21 settembre 1792, a seguito della cruenta Rivoluzione Francese, a Parigi viene proclamata la Repubblica
Il 1792 è stato memorabile per la Francia, ma anche per il futuro assetto politico di tutta l’Europa. Sulla scia della violentissima Rivoluzione Francese e sotto la minaccia austro-prussiana, l’Assemblea legislativa parigina, eletta l’anno precedente, decise di dichiarare guerra ad Austria e Prussia. Dapprima le sconfitte per i francesi furono dolorose, e questo portò ad un ulteriore inasprimento tra popolo, da un lato, e nobili e re, dall’altro. Gli aristocratici vennero accusati di tramare contro la stessa Francia; Luigi XVI venne accusato di tradimento.

Fu eletta una Convenzione nazionale che, seguendo il modello degli Stati Uniti d’America, permetteva a tutti i cittadini di votare per esprimere il proprio parere su una questione fondamentale: se la Francia dovesse continuare ad essere una monarchia oppure diventare una repubblica.
Intanto i Prussiani erano entrati in Francia e per fronteggiarli si reclutò il primo esercito di popolo, ovvero al servizio di una nazione e non di una dinastia. L’esercito francese portò subito a casa un’importante vittoria: le armate nemiche erano state fermate a Valmy.
Per i due anni che seguirono Parigi fu teatro di morte, con il patibolo come unico mezzo attraverso cui ottenere la pace. Questo biennio passò alla storia come periodo del Terrore, durante il quale furono ghigliottinati il re e numerosi aristocratici, tra cui anche alcuni di quegli stessi uomini che avevano appoggiato la Rivoluzione.