Alla scoperta dell’Ogliastra, meraviglie ambientali tra il Tirreno e il Gennargentu

La Sardegna è una delle regioni più bella d’Italia. Dalle spiagge al cibo, dalla musica alla tradizione. Il territorio ha mille storie, mille racconti, mille eventi. In questo articolo parleremo della provincia dell’Ogliastra considerata uno dei luoghi più belli al mondo, una delle 6 province italiane ad avere un capoluogo condiviso,cioè Tortolì e Lanusei.

smaltimento-amianto-a-OgliastraSi distende tra le cime del Gennargentu e il Mar Tirreno. Le coste sono uno spettacolo della natura, i cui paesaggi incastonati tra le rocce, lasciano senza fiato. A dare maggiore splendore sono le cale raggiungibili solo a piedi o per mare tra cui la più famosa è la Cala della Luna, insieme alle spiagge di sabbia finissima, con acqua cristallina e distese incantevoli. I panorami mozzafiato possono essere visionati prendendo il Trenino Verde, che permette di raggiungere luoghi che altrimenti non potrebbero essere visitati. Ovviamente, il clima è mite nonostante i venti forti e impetuosi. Il turismo rimane unica fonte economica, visto che l’attività lavorativa è concentrata tutta sulla pastorizia e l’agricoltura.

L’origine del nome è dovuta, per alcuni, alla presenza di numerosi olivastri, per altri al monolito che sorge sul mare chiamato Agugliastra. I primi insediamenti umani risalgono al Neolitico, numerose tracce troviamo all’interno delle grotte Supramonte di Baunei.
I fenici e i cartaginesi furono coloro che spinsero la popolazione degli Iliesi (nome dato alla popolazione di allora) sempre più nell’entroterra, incapace di fermarli, costruendo così i primi agglomerati montanari. Testimoniano questo le dolmens, delle pietre fitte in cui i proto-sardi svolgevano i loro riti spirituali, le tombe dei giganti e i nuraghi, utilizzati per proteggersi da attacchi di pirateria, di cui la Sardegna è ricca (solo nell’Ogliastra ve ne sono circa 250). Qui, sono stati anche rinvenute statuette nuragiche che mostrano quanto fosse fiorente l’attività culturale in questa zona.

Di rilevanza anche il periodo romano, che portò alla costruzione di strade e vie. Oltre l’influenza linguistica, fu introdotto il cristianesimo ed istituiti il Vescovado ” Miriensis Ecclesiae“, situata tra Seui e Ussassai e quello di “Squillastrum“, presso i territori di Elini. Facendo un piccolo salto storico, arriviamo al periodo medievale e della dominazione spagnola. Intorno all’anno 1000, gli Arabi furono scacciati dalle Repubbliche di Genova e Pisa, che costituirono il giudicato dell’Ogliastra, a cui si deve la costruzione dei castelli di Quirra, Medusa, Oliena e La Rosa, poi soppresso dagli Aragonesi. Questi, sfruttarono tutta la zona e portarono ad un conseguente spopolamento. Dal 1720 in poi, la Sardegna è di dominio dei Savoia, che ne assumono il controllo proclamando il Regno di Sardegna, nome mantenuto fino all’Unità d’Italia.

Se la storia vi ha annoiato, è essenziale riprendersi con alcuni prodotti e piatti tipici che è consigliabile assaggiare. Per gli amanti delle verdure genuine la ‘Sa coccoi ‘e cibudda‘ è l’ideale. Una focaccia al forno con cipolle, zucca, farina e pomodori presentata su un letto di foglie di cavoli. Ottimi e gustosi anche se non si direbbe dal nome, i Civargeddus prenus, fatti di patate, zucchine, formaggio in salamoia, pepe nero e aglio. Dopo aver amalgamato bene, il ripieno che ne esce è posto su una sfoglia di pasta cotta in forno. Per gli amanti dei formaggi, gustose sono le “Pardulas“, cioè le formagelle fatte con formaggio, tuorli di uovo e zafferano, poste su una sfoglia cotte in forno. Il dolce tipico della zona rimale il “Su Cunfettu“, un misto di miele, mandorle e scorze di arance.

Meno divertente e goloso è il problema relativo alla presenza di amianto, che potrebbe minare la salute degli abitanti e del territorio tutto. Molti edifici costruiti prima del 1994, sembrano essere costruiti con l’amianto, materiale altamente tossico. Ultimamente, il materiale pare essere stato trovato anche in alcune spiagge del territorio. Alcuni progetti di bonifica sono state avviate, ma sono ancora poche le zone destinatarie.

Tra gli eventi da non perdere vi sono le fiamme votive dedicate a Sant’Antonio ed il falò acceso per San Sebastiano, assieme alla sfilata dei carri allegorici per il carnevale, durante il quale è vietato lavorare, pena la punizione di Martiperra, un grosso gatto pronto a lacerare chiunque lavorasse di martedì grasso.