Ecco Aosta, la città della fontina e dell’Arco di Augusto
Piccola e lontana, la Valle d’Aosta con il suo clima freddo e nevoso è uno dei gioielli italiani. In questo territorio incantevole, meta di molti alpinisti troviamo Aosta, attraversata dal fiume Dora Baltea. Può sembrare una città lontana e forse dimenticata, ma in realtà in molti ne sono rimasti affascinati. Carducci ne osanna i monumenti romani, Stendhal, invece, ne è talmente ammaliato da aver il desiderio di vivere per sempre lì. Aosta ha una storia molto antica. I primi insediamenti risalgono all’era preistorica. Questa tesi è confermato dal ritrovamento di un’area megalitica, al cui interno è stata trovata una necropoli che fa presumere che la città fosse abitata prima dell’insediamento dei Salassi.
L’interesse dei romani nei confronti della Valle d’Aosta, era dovuta alla sua posizione strategica, fondamentale per respingere le invasioni barbariche. Questo, spinse i Romani a costruire vere e proprie città fortificate, capaci di poter impedire qualsiasi tipo di attacco. La presenza dei Salassi ostacolava, però, i piani romani tanto che, si presume che una volta sconfitti siano stati sterminati o ridotti in schiavitù. L’imperatore Augusto decise, così, di innalzare il famoso Arco di Augusto, proprio per attestare l’occupazione romana e la sconfitta dei Salassi. Augusta Praetoria Salassorum, fu la città fortificata romana, sorta tra il Grande e il Piccolo Bernardo. Della città è ancora visibile il suo ingresso principale, Porta Praetoria. Al suo interno furono costruiti il foro circondato dal Criptoportico forense, le terme, il ponte romano, il teatro e l’anfiteatro. Di questi, il teatro è ancora in ottime condizioni, nonostante fossero state costruite intorno e all’interno diverse strutture in epoca medievale, poi demolite. Fuori dalla città fu costruita la necropoli, così come stabilito dal diritto romano, in cui sono stati rinvenuti tre mausolei ed una basilica paleocristiana. Al periodo romano, risale anche la Cattedrale, dove è possibile visitare oltre la cripta, il Museo del Tesoro della Cattedrale e rimanere estasiati da alcuni affreschi e mosaici. Augusta Praetoria divenne uno dei centri più importanti e ricchi dell’Italia Settentrionale.
Sulle sorti di Augusta Praetoria dopo le invasioni barbariche, vi sono numerose leggende e storie. Per alcuni la città fu distrutta dai Saraceni e dai barbari, per altri, in realtà, furono le ristrutturazioni medievali a portare ad una distruzione della città antica. Intorno al 500 d.C. la città fu annessa al Regno dei Goti, per poi essere oggetto di desiderio dei Franchi e dei Longobardi. Quest’ultimi furono scacciati dalle truppe franche di Pipino il Breve. Di questo periodo è il complesso di Sant’Orso, di cui è possibile visitare la collegiata che ospita la cripta di Sant’Orso, il coro ligneo e numerosi affreschi, il Chiostro romanico, il Priorato e la Chiesa di San Pietro e Sant’Orso, inizialmente costruita sulle fondamenta di una basilica paleocristiana, subì delle modifiche dai carolingi, per poi essere trasformata nella struttura attuale. Aosta rimase sotto l’impero carolingio fino all’800 circa, fin quando non fu donata al re di Borgogna, a cui rimase fino al 1032. Con la nascita della Contea di Savoia, l’intero territorio della Valle D’Aosta fu annesso, fino a quando non fece parte dell’Italia unita. Nei primi anni del Novecento, viene aperta la prima industria siderurgica ” Cogne” dell’Ansaldo. Conosce un periodo di incremento demografico dovuta alla istituzione della Provincia di Aosta, nel 1926, mentre ad oggi conta circa 34.000 abitanti. Durante il periodo fascista, Mussolini tentò di fronteggiare e spegnere l’animo indipendentista della città, ma con scarso successo tanto che l’intero territorio pensò di staccarsi dall’Italia, ed entrare a far parte del territorio francese. Al periodo che va dai primi dell’Ottocento al Novecento, risalgono diversi monumenti. Il monumento del soldato valdostano, dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale, la statua di Vittorio Emanuele II di Savoia, inaugurata durante i festeggiamenti per l’installazione della prima rete ferroviaria avvenuta nel 1896, l’Hotel de Ville, che ospita il Municipio e al cui esterno si trovano le bellissime fontane del Buthier e della Dora Baltea.
Per gli appassionati di storia e arte, Aosta offre musei e siti eccezionali. Da visitare assolutamente è, infatti, il Museo Archeologico Regionale in cui è possibile ammirare i reperti della Preistoria e del Medioevo. Eretto, sulle fondamenta di Porta Sinistra, uno degli ingressi della città romana, fu trasformato in monastero per poi accogliere, in epoca napoleonica, le truppe francesi. Il Centro espositivo Saint Benin, invece, ospita numerose mostre di arte contemporanea di rilevanza nazionale e internazionale. Ancora, la Cappella San Grato, attualmente sconsacrata, ospita una serie di opere della Associazione Artisti Valdostani. Bellissimo e unico è il Museo a cielo aperto, con l’intento di dar valore e cura al centro storico. La Valle d’Aosta è nota per lo sport della fiolet e della rebatta. La fiolet consiste nel battere una pallina con un bastone.Finalmente, dopo diversi anni sono previsti dei campionati organizzati dall’Ente di competenza. La rabetta è simile al baseball americano, infatti, lo sport consiste nel lanciare il più lontano possibile la pallina con un bastone. Sempre legato allo sport, è l’evento Tor des Géants, la principale competizione di arco alpino al mondo, in cui è necessario completare il percorso in un massimo di 150 ore. Non solo, Aosta è stata sede di alcuni set cinematografici del film The Avengers- Age of Ultron, il sequel di The Avengers. Il film che racconta le avventure del gruppo di supereroi della Marvel.
Aosta e tutta la Regione, sembrano essere molto attente alle esigenze dei giovani, ma soprattutto giovanissimi. A questi, infatti, è dedicata la cittadella dei giovani cioè un centro creativo in cui i giovani di tutte le attività possono confrontarsi ed esprimersi artisticamente, in modo libero. Tra gli eventi da non perdere, troviamo la Fiera di Sant’Orso, dedicata al Santo, che secondo la tradizione diede assistenza a molti poveri donando loro vestiti e scarpe. La Fiera si svolge ogni 30 e 31 gennaio e prevede l’esposizione di stand da parte di artigiani di ogni tipo, la degustazione di vini e prodotti tipici e alcuni eventi folkloristici. Domani, 25 Settembre si terrà, invece, la Notte dei Ricercatori, cioè una serata con esperimenti e spettacoli dedicati alla ricerca. Durante la serata oltre ad alcune conferenze, verranno presentati i risultati scientifici di alcuni prototipi e si concluderà con musica e tanto divertimento. Metà di molti alpinisti, la Valle d’Aosta, però, offre anche dal punto di vista culinario, piatti unici e gustosi. Il camoscio alla valdostana ne è un esempio, ma è sconsigliato agli astemi in quanto la sua carne è immersa nel vino rosso. Buonissime anche le Soupe valpellinentze cioè uno sformato di cavoli, fontina e brodo di carne, la Fondue, un piatto a base di fontina e tuorli d’uovo da accompagnare obbligatoriamente alla polenta, la costoletta alla valdostana imbottita con formaggio e prosciutto cotto, le tegole di Aosta, delle tavolette di mandorle ricoperte di cioccolato, gli gnocchi alla bava con formaggio fontina, la polenta concia anch’essa condita con il formaggio e per concludere La carbonade, il preparato di carne di bue e vino rosso.