Alla scoperta di Padova, la città verde di Antenore

Ecco Padova, la città verde della medicina e dei bigoli

Nell’estremità della Pianura Padana, troviamo Padova la città attraversata dai fiumi Brenta e Bacchiglione. Padova è il terzo comune più popolato del Veneto, conta 211.210 abitanti, di cui circa 30.000 sono stranieri.Nel 1978 contava, però, più di 240.000 abitanti. Ricca di aree verdi tanto da essere considerata città verde, il suo Orto Botanico è considerato patrimonio dell’UNESCO, ha temperature molto basse in inverno, che contribuiscono a far si che soffra del surriscaldamento urbano e dell’inversione termica. Nonostante questo, le estati sono piuttosto calde e afose e spesso Padova è soggetta a temporali estivi, con grandine e forti venti. Il vento, soprattutto, è uno dei nemici principali della città. Da ricordare le trombe d’aria del 1970, che distrussero principalmente Venezia e quella del 1756.

p-Antenore-mitico-fondatore-di-PadovaNonostante alcuni ritrovamenti preistorici, che lasciano presumere che la città fosse già abitata allora, secondo la leggenda, Padova, sarebbe nata per mano del troiano Antenore, nel 1185 a.C. facendo si che essa possa essere annoverata tra le città più antiche d’Italia. In realtà, si presume che questa fosse invenzione dello storico Tito Livio, che abitò la città per diversi anni. Nel 226 a. C. Padova strinse un’alleanza con Roma contro i galli, alleanza ripresa successivamente in vari episodi, quali la Battaglia di Canne e la guerra sociale. Nel 49 a.C. divenne municipium ed in questo periodo si sviluppa, una delle attività economiche che diverrà principale fonte di ricchezza della città, cioè la lavorazione della lana dei pascoli dell’altopiano di Asiago.

Devastata dalle invasioni barbariche, solo nel Basso Medioevo è riconosciuta come libero comune, prendendo parte alla Lega Lombarda nello scontro con Federico Barbarossa. Dal 1222 diviene sede di una delle più antiche e prestigiose Università d’Italia, grazie alla volontà di alcuni studenti e professori bolognesi. Non solo, il 13 Giugno 1231, vi morì Sant’Antonio, attribuendo a Padova il titolo di città del Santo e trasformandola in una delle diocesi più antiche di Italia. Ogni anno, la Basilica di Sant’Antonio, dove sono conservati i resti del Santo, accoglie milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

Il Trecento è, per Padova, il secolo dell’arte e della pittura. Vittorio Sgarbi l’ha definita la città della pittura del Trecento. L’attività artistica della città è promossa dalla signoria dei Carraresi, che resero Padova uno dei riferimenti culturali più importanti dell’epoca. Tra i monumenti da visitare, appartenenti a questo periodo vi è la Torre dell’Orologio, che si affaccia su Piazza dei Signori, che nel quattrocento vede l’aggiunta dell’orologio astronomico. Il quattrocento è il secolo in cui si diffonde il Rinascimento padovano, che influenzerà culturalmente e artisticamente la città. Lo sviluppo artistico è promosso questa volta dalla Repubblica di Venezia, che la controlla dal 1405 fino al 1797. Padova acquista notevole prestigio grazie all’Univesità, che accoglie milioni di studenti e intellettuali ( tra cui Galileo Galilei, Leo Battista Alberti, Niccolò Copernico) provenienti da tutta Europa. Con la Repubblica Veneziana, però, il numero di ecclesiastici tra i professori, diminuì a causa dei contrasti tra questa e lo Stato della Chiesa.

Il 1500, si apre con un assedio che costringe la Repubblica di Venezia a costruire delle mura, che ancora oggi circondano la città. Sempre nel Cinquecento, vediamo l’aggiunta dell’arco di trionfo alla, ormai, famosa Torre dell’Orologio, la nascita del Centro culturale Altinante/San Gaetano e del teatro anatomico dell’Università. Nel 1524 fu costruita La Loggia Cornaro, sede di numerosissime rappresentazioni teatrali. Dopo l’entrata di Napoleone, Padova è ceduta all’Austria ed entra a far parte del Regno lombardo-veneto asburgico.  L’ondata di moti del 1848 che stava colpendo numerose città dell’Italia, arriva anche a Padova mobilitando la città contro gli austriaci Permettendo, così, nel 1866, che Padova possa entrare a far parte del Regno d’Italia.
Padova fu, una o forse la più importante protagonista della prima guerra mondiale.

Diviene centro dell’esercito italiano, da cui partirono diverse missioni quali il volo su Vienna. Non solo, il palazzo di Lispida fu la residenza di Vittorio Emanuele III, mentre a Villa Giusti furono firmati gli armistizi di pace. Padova, fu la città della lotta partigiana contro il nazifascismo, tra i partigiani era possibile contare numerosi studenti e professori, tanto che l’Università di Padova è stata insignita della Medaglia d’oro al Valor Militare. Punto di incontro per gli intellettuali, studenti e professori dell’epoca era il caffè antico Pedrocchi, denominato “Caffè senza porte”. Negli anni del dopoguerra, oltre ad uno sviluppo economico e sociale, Padova fu punto focale delle azioni di diverse organizzazioni su base nazionale, quali Potere Operaio, Autonomia Operaia e le Brigate Rosse, che proprio a Padova misero a segno il loro primo attentato.

Oltre ad essere meta ambita dei cattolici, Padova è possibile trovare una sinagoga con annesso cimitero ebraico e la sede di Scientology, la religione che annovera tra i suoi credenti l’attore Tom Cruise. Tra le più importanti opere di recupero e restaurazione di monumenti ed edifici, è da menzionare quella della piazza Prato della Valle, una delle piazze più antiche di Italia e d’Europa. L’orgoglio artistico padovano è largamente concentrato nei portici, che sono disseminati per l’intera città. Da vistare è anche il Museo della Medicina,che nasce nel Palazzo S. Francesco lì dove nel 1414, era stato aperto il primo ospedale.

Molto legata alla tradizione, Padova annovera tra i suoi piatti cibi gustosissimi e ricchi. I Bigoli, una sorta di spaghetti, sono un prodotto di origine contadina, che risalgono all’occupazione veneziana. Altro primo piatto da assaggiare, assolutamente, è  il risotto de figadini, con fegato di pollo. Per i secondi piatti molto utilizzate sono la Gallina Padovana, l’Oca Padovana da cui si ricava il Falso Parsuto, cioè il prosciutto di Petto d’Oca e l’Anatra, da cui si ricava il ragù per i bigoli. Altro piatto molto conosciuto è la polenta e osei, una polenta servita con la carne di volatili arrostita e pancetta. Tra i dolci, da assaggiare troviamo la Pazientina, con zabaglione e scaglie di cioccolata, la Torta figassa,una torta di fichi e i vari dolci dedicati a S. Antonio.

Tra gli eventi da non perdere troviamo il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, nato nel 2006, per diffondere la cultura scientifica. I testi, provenienti dalle scuole di tutta Italia, sono giudicati da una giuria composta da letterati, giornalisti, scrittori, scienziati, professori di un certo spessore. La Festa di Sant’Antonio, che prevede una processione nelle vie della città. Il Padova gran prix, competizione di pattinaggio su rotelle. Il Padova Pride Village, evento aperto a tutti, dal 2008, organizzato dall’Arcigay . A settembre, infine, è possibile assistere a numerose rievocazioni medievali, che coinvolgono molte vie della città.